Ci sono luoghi che non appartengono soltanto alla storia. Ci sono luoghi che, attraverso il tempo, continuano a custodire le vite di chi li ha abitati, i gesti quotidiani, le fatiche, gli affetti e le memorie delle famiglie che ne hanno fatto parte.

È accaduto oggi al Food Camp – Pozzo Gradiglia, dove Tony Rocchetta, agricoltore, ricercatore e Custode del patrimonio agricolo, culturale e antropologico del luogo, ha avuto l’onore di accogliere il signor Timineri e la sua famiglia.

Quella che avrebbe potuto essere una semplice visita si è trasformata in un intenso ritorno alle radici.


La famiglia è infatti legata profondamente alla storia del Pozzo Gradiglia: il nonno, il signor Carmona Gaspare, fu custode del pozzo e visse qui con la sua numerosa famiglia, insieme ai suoi dieci figli, tra cui Alesci Caterina, madre del signor Timineri.

Accompagnare oggi i suoi nipoti attraverso quegli stessi spazi ha significato riaprire una porta sulla memoria.

Davanti alle antiche strutture del Pozzo Gradiglia, i racconti familiari hanno restituito un volto umano a un luogo che rischiava di essere ricordato soltanto attraverso la sua architettura. Le parole, i ricordi e le emozioni della famiglia hanno trasformato il sito in qualcosa di più di un bene storico recuperato: una vera casa della memoria.


«Per me è stato profondamente emozionante accompagnare la famiglia dentro questo luogo — racconta Tony Rocchetta — e comprendere, ancora una volta, che recuperare un luogo non significa soltanto riportare alla luce pietre, muri e antiche opere. Significa restituire voce alle persone che lo hanno abitato».

Ed è proprio questo uno degli elementi che caratterizzano la filosofia del Food Camp – Pozzo Gradiglia: non limitarsi alla conservazione materiale del patrimonio, ma ricostruire il rapporto tra territorio, persone, agricoltura, cultura e memoria.

La famiglia ha inoltre compiuto un gesto di straordinario valore simbolico: ha donato al Food Camp alcune fotografie storiche del signor Carmona insieme alla sua famiglia.

Le immagini saranno esposte all’interno del percorso e accompagnate da un racconto storico, affinché non rimangano semplicemente fotografie appartenenti al passato, ma diventino una testimonianza permanente della vita vissuta al Pozzo Gradiglia.


Una fotografia, in questo caso, diventa molto più di un documento.

Diventa un ponte tra generazioni.

Tra chi c’era e chi verrà.

Tra la memoria privata e quella collettiva.

Tra la storia di una famiglia e la storia di una comunità.

Perché la storia di un territorio non vive soltanto nei monumenti e nei reperti. Vive nei volti, nelle fotografie, nei racconti tramandati, nei gesti quotidiani e nelle persone che hanno custodito quei luoghi prima di noi.


Il signor Carmona fu Custode del Pozzo Gradiglia.

Oggi, a distanza di generazioni, la sua storia torna proprio nel luogo che egli contribuì a custodire.

Ed è qui che assume un significato particolare anche la figura di Tony Rocchetta.

Il suo essere “Custode” non rappresenta un titolo di proprietà, ma una responsabilità culturale: prendersi cura di una memoria ricevuta dal passato e consegnarla al futuro.

«Io non mi sento il proprietario di questa memoria — sottolinea Rocchetta — sono soltanto il Custode. Custode di un luogo, della sua storia, della sua biodiversità, delle sue tradizioni e delle persone che ne hanno fatto parte».

Il Food Camp – Pozzo Gradiglia si configura così come un archivio vivente del territorio, dove il recupero delle antiche opere si intreccia con la biodiversità, l’agricoltura, la cultura contadina, l’enogastronomia e la memoria antropologica.


Un luogo nel quale il patrimonio non viene semplicemente osservato, ma vissuto, raccontato e restituito alla comunità.

L’incontro con la famiglia del signor Carmona rappresenta, in questo senso, un momento particolarmente significativo: dimostra che il recupero di un luogo può generare un processo ancora più profondo, quello della ricomposizione della memoria collettiva.

Le parole di ringraziamento e le benedizioni rivolte a Tony Rocchetta hanno assunto così un valore che va oltre la semplice gratitudine per un’accoglienza.

Sono il riconoscimento di un gesto culturale: aver permesso a una famiglia di tornare nel luogo in cui una parte della propria storia era stata vissuta.

Il passato, per un giorno, non è rimasto passato.

È tornato a casa.

E quella fotografia, da oggi, continuerà a raccontarlo.

Food Camp – Pozzo Gradiglia

Dove la terra racconta, la storia ritorna e la memoria vive.

Tony Rocchetta – Il Custode

Luogo: Associazione Quintessenza , Via Cimabue , 15, LICATA, AGRIGENTO, SICILIA

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