Sulla rete elettrica siciliana stanno per arrivare circa 5,3 miliardi di euro. La cifra nasce dalla somma di due programmi distinti: 1,8 miliardi di E-Distribuzione per il triennio 2026-2028 e 3,5 miliardi del piano pluriennale di Terna. È il volume di investimenti più consistente degli ultimi anni sull’infrastruttura elettrica dell’Isola. A ricostruire il quadro è un’analisi de Il Sole 24 Ore.

Il piano che cresce di più

Il salto maggiore riguarda la rete di distribuzione, quella a cui si collegano concretamente gli impianti.

E-Distribuzione ha programmato circa 1,8 miliardi di euro sul triennio 2026-2028. È una cifra quasi dell’80 per cento superiore rispetto al piano precedente, che valeva poco più di un miliardo.

Gli interventi riguardano tutta la catena locale. Cabine primarie, linee in media tensione, cabine secondarie e bassa tensione.

I 3,5 miliardi sulle grandi arterie

Il secondo programma opera su un livello diverso del sistema.

Terna sta investendo sull’alta e sull’altissima tensione, sulle dorsali e sulle interconnessioni. Il piano pluriennale destinato alla Sicilia vale circa 3,5 miliardi.

Le due partite non vanno confuse. Terna lavora sulle autostrade dell’energia, E-Distribuzione sulle strade provinciali.

Un impianto fotovoltaico o eolico si collega alla seconda, non alla prima. È lì che si decide se la connessione sia possibile.

Perché quei soldi arrivano adesso

La Sicilia sta correndo sulle rinnovabili e la rete che deve raccogliere quell’energia non ha tenuto lo stesso passo.

Lo dice una mappa che E-Distribuzione ha pubblicato per indicare quanto spazio resti per collegare nuovi impianti.

Alla scala regionale l’Isola risulta compresa quasi per intero tra media e alta criticità. Non compaiono aree verdi di rilievo.

Dove serviranno di più

Il rosso, che segnala le zone con minore capacità residua, prevale in quattro province. Sono il Trapanese, l’Agrigentino, il Nisseno e l’Ennese.

L’alta criticità interessa, inoltre, ampie porzioni del Ragusano e del Siracusano.

Palermo, Messina e gran parte del Catanese risultano, invece, prevalentemente arancioni, quindi a media criticità.

È questa la mappa su cui i due piani dovranno lavorare.

L’energia che ha cambiato direzione

Dietro i colori c’è un fenomeno tecnico destinato a diventare sempre più frequente.

Per decenni la rete è stata progettata per funzionare in un solo senso. L’elettricità partiva dalle grandi centrali, arrivava alle cabine e da lì raggiungeva case e imprese.

Con la diffusione del fotovoltaico e dell’eolico, in alcune ore accade il contrario. Il flusso si inverte.

Sono i pannelli e le pale a immettere energia nella rete, che deve gestirla in una direzione per cui non era stata pensata. Adeguare l’infrastruttura a questo doppio senso è una delle ragioni per cui gli investimenti crescono.

Immagine del post generata con l’AI.