Quando le pietre millenarie della Sicilia smettono di essere archeologia e tornano a farsi battito, il teatro compie il suo miracolo più grande. Ieri sera, il Tempio della Vittoria nel Parco Archeologico di Himera ha ospitato la straordinaria messinscena di “Gelone”, registrando un memorabile sold-out in prevendita che dimostra quanto la comunità sia affamata di narrazioni identitarie capaci di dialogare con le proprie radici ancestrali. Sotto lo sguardo fiero delle antiche colonne, lo spettacolo – ispirato al romanzo “Gelone nella terra di Athena” di Roberto Tedesco con la consulenza scientifica di Domenico Targia – ha trasformato la ricerca storica in un rito collettivo di pura e vibrante suggestione. La forza espressiva dell’evento è scaturita dalle parole e dall’intensità dei tre protagonisti della compagnia teatrale.


Giuseppe Vigneri, interprete dell’iconico Gelone, Tiranno di Siracusa, ha spiegato come il lavoro di scavo sul personaggio sia stato orientato all’attualizzazione della figura storica: «Con la compagnia abbiamo cercato di scavare nel personaggio per renderlo quanto più attuale. Pur trattandosi di un tiranno del 480 a.C., abbiamo cercato di trovare, anche a livello satirico, un’affinità con i politici di oggi. L’intero testo e la vicenda della Battaglia di Himera sono stati ricondotti all’attualità attraverso un lavoro drammaturgico intenso, gratificante e molto meticoloso, un vero e proprio “lavoro di taglio e cucito”. Essere proprio qui, nel posto esatto in cui Gelone fece edificare il tempio della vittoria ai cartaginesi dopo la battaglia, è stato bellissimo, suggestivo ed emozionante: era come sentire delle risonanze intorno a noi che ci trasmettevano molta più energia sul palco».


Giuseppe Aiosi, curatore dell’universo sonoro e delle musiche, ha svelato la ricercata architettura acustica che ha accompagnato la performance: «La scelta degli strumenti e delle musiche è nata dal fatto che, dovendo fare una rievocazione e reinterpretazione dei tempi del 480 a.C., non ho voluto inserire strumenti classici che avrebbero contestualizzato troppo l’opera. Ho preferito strumenti particolari, dotati di sonorità insolite, capaci di trasportare l’ascoltatore verso una dimensione arcaica e antica, adatta a qualcosa che andava raccontato. Ho integrato l’uso di una loop station poiché l’ambientazione musicale è fondamentale per dare l’effetto sonoro a immagini che devono essere vissute anche attraverso i colori musicali. Questa scelta di strumenti e composizioni accompagna nettamente tutto l’evolversi della storia, operando come una vera e propria cucitura su ciò che il regista ha voluto esprimere».


Delia Oddo, che ha dato voce alle anime contrastanti dell’opera, ha raccontato l’immersione emotiva vissuta in scena: «È stato molto bello lavorare in questo contesto perché qui si respira proprio la storia del testo che raccontiamo, offrendo la percezione di essere totalmente immersi all’interno del racconto, influenzando profondamente il nostro modo di lavorare. Avevamo alle spalle la bellissima cornice del Tempio della Vittoria e sopra di noi una splendida luna piena che ha favorito questa totale immersione storica sia per noi attori che per il pubblico, straordinariamente partecipe. Recitare nei teatri di pietra in generale è splendido perché permette di trovarsi in contesti totalmente diversi dai teatri convenzionali o dalle piazze, ma a Himera lo è ancora di più perché raccontiamo proprio la storia di Gelone e della conquista di Himera, sentendoci parte integrante della storia stessa. Dal punto di vista attoriale, ho interpretato due ruoli opposti in tempi brevissimi: Amilcare, che parte per la guerra, e Damarete, moglie di Gelone, che rifiuta categoricamente il conflitto perché genera solo morte e dolore. Questo sdoppiamento repentino è stato indubbiamente l’aspetto più complesso da affrontare».


Sinergia istituzionale e rete di partenariato

Questa visione artistica è resa possibile da una robusta rete di supporto istituzionale e privato, un modello vincente di gestione culturale che vede collaborare attori diversi verso un obiettivo comune di valorizzazione territoriale. La manifestazione è resa possibile grazie al contributo di LVS Group – professionisti dell’economia circolare, Enel e Tecnimpianti (Navim Group Company), realtà che sostengono con convinzione la promozione della cultura. L’iniziativa è promossa con il patrocinio di: Regione Siciliana – Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato, Comune di Termini Imerese, ZIT (associazione imprese Zona Industriale Termini Imerese), Ordine degli Avvocati di Termini Imerese, Camera Penale Termini Imerese Cefalù e Madonie, Addiopizzo e Amici della Musica “Giuseppe Mulè”.

Luogo: TERMINI IMERESE, PALERMO, SICILIA

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