«I dati di Unioncamere sul secondo trimestre, con 211 imprese artigiane in più e 69.814 imprese attive in Sicilia, confermano la vitalità e la capacità di tenuta del nostro comparto. È un risultato che ci fa guardare al futuro con fiducia e che va accompagnato con politiche di sostegno e valorizzazione dell’artigianato».

Lo dichiara il presidente di Confartigianato Sicilia, Emanuele Alessandro Virzì, che esprime anche «apprezzamento per il lavoro dell’assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo e, in particolare, per il metodo della concertazione e del confronto costante con le associazioni datoriali».


«Proprio questo metodo – aggiunge Virzì – deve ora essere utilizzato per affrontare un tema che per Confartigianato è prioritario: rendere pienamente operativa la legge n. 34 entrata in vigore lo scorso aprile che tutela le denominazioni “artigiano”, “artigianale” e “artigianato” e fermare i finti artigiani».

«Abbiamo finalmente – sottolinea il presidente – una norma che stabilisce con chiarezza chi può utilizzare queste denominazioni. Il divieto di utilizzarle impropriamente riguarda non solo chi svolge un’attività senza essere in possesso della qualifica di impresa artigiana, ma anche i titolari di partita Iva non iscritti all’Albo e gli hobbisti che vendono occasionalmente beni o servizi. Ora, però, non possiamo permettere che una norma così importante, attesa da anni dalle imprese artigiane, resti sulla carta. Chiediamo quindi alla Regione Siciliana di aprire con le associazioni datoriali un confronto operativo per definire rapidamente le modalità di applicazione della norma sul territorio regionale».


Sul piano tecnico, il segretario regionale di Confartigianato Sicilia, Andrea Di Vincenzo, evidenzia che «l’efficacia della nuova disciplina dipenderà dalla capacità di trasformare il principio previsto dalla legge in un sistema di controlli concretamente applicabile. La legge prevede, per chi viola le disposizioni, sanzioni pari all’1 per cento del fatturato e comunque non inferiori a 25 mila euro per ciascuna violazione».

«È necessario quindi – spiega – individuare con chiarezza le amministrazioni e gli organi competenti per l’accertamento delle violazioni e per l’irrogazione delle sanzioni, definendo procedure semplici e uniformi per tutto il territorio regionale. Per questo riteniamo fondamentale il confronto con l’assessorato regionale alle Attività Produttive».


«Confartigianato – conclude il segretario – è pronta a collaborare con la Regione per costruire rapidamente un modello operativo efficace, che consenta di tutelare il vero artigianato e contrastare concretamente chi utilizza abusivamente il valore della parola “artigianale”. La legge c’è: adesso bisogna metterla nelle condizioni di funzionare».

Confartigianato ha, inoltre, predisposto il vademecum “Pubblicità e artigianato”, disponibile presso tutte le sedi territoriali: uno strumento pensato per aiutare imprese e consumatori a orientarsi nella nuova normativa, con indicazioni pratiche ed esempi sulle modalità corrette di utilizzo dei riferimenti all’artigianato nella pubblicità, sulle confezioni, nelle etichette, nei siti internet, nell’e-commerce e sui social network.

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