Una nuova fase di caldo accompagnerà l’Italia fino a mercoledì 9 settembre, con massime diffuse di 35-37°C e valori fino a 8°C superiori alle medie del periodo. La previsione arriva da IlMeteo.it, attraverso il meteorologo Lorenzo Tedici, che parla della sesta ondata di calore della stagione e indica subito dopo il 9 settembre la possibilità di un brusco cedimento dell’alta pressione.
“L’estate non sembra voler cedere il passo, imponendo l’ennesimo colpo di coda di una stagione che ha letteralmente riscritto la storia della climatologia italiana”.
Il caldo torna a spingere da oggi
Nelle prossime ore il promontorio nord-africano tornerà a rafforzarsi sul Mediterraneo. La fase calda dovrebbe durare fino a metà della prossima settimana, riportando temperature elevate anche a settembre inoltrato.
La nuova fiammata arriva dopo una stagione segnata da lunghi periodi sotto l’anticiclone subtropicale e da pochi giorni con temperature considerate nella norma climatica.
Durante l’estate sono stati raggiunti 45-46°C al Sud, con un picco di 48,4°C in Sardegna, mentre numerose zone interne del Centro e del Nord hanno superato i 40°C.
Anche le grandi città restano vicine ai propri record settembrini. Per Milano il riferimento è 34,6°C, per Roma 35,6°C.
I mari continueranno nel frattempo ad accumulare calore. Le temperature elevate della superficie marina rappresentano una grande riserva di energia proprio mentre si avvicina la possibile irruzione di aria più fredda.
Dopo il 9 settembre può cambiare tutto
La fase successiva viene indicata dai modelli a lungo termine e presenta ancora un margine di evoluzione.
Subito dopo mercoledì 9 settembre l’alta pressione potrebbe cedere rapidamente, permettendo a una massa d’aria di origine nord-atlantica di scendere verso il Mediterraneo.
Il contrasto con il calore immagazzinato dai mari potrebbe rendere il cambiamento molto brusco.
In questo caso l’autunno meteorologico mostrerebbe il suo volto più instabile senza una transizione graduale: aumenterebbe il rischio di nubifragi e temporali estremi, soprattutto dove il contrasto tra masse d’aria dovesse risultare più marcato.
L’attenzione si sposta, quindi, sulla seconda parte della prossima settimana, quando la configurazione atmosferica potrebbe cambiare rapidamente dopo giorni ancora segnati da temperature estive.






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