Palermo 14 settembre 2026 – Riparte, dopo ripetute richieste da parte di Cgil e Spi, l’attività di concertazione per la programmazione degli interventi del distretto socio sanitario 40, di cui il comune di Corleone è capofila. La rete territoriale per la protezione e l’inclusione sociale è tornata a riunirsi dopo un black out, anche comunicativo, di quattro anni, con un incontro nel salone Dalla Chiesa del complesso architettonico di S. Agostino.
In questi anni i comuni del distretto 40 non hanno mai convocato incontri con le organizzazioni sindacali e le altre forze sociali. Un fatto che ha impoverito molto la qualità e la quantità delle offerte sociali ai cittadini, in particolare alle fasce più deboli della popolazione Il 90 per cento della spesa sociale per anziani del distretto è stato assorbito dall’assistenza domiciliare mentre l’intero ventaglio dei servizi complementari e di prevenzione, come centri diurni, trasporto sociale, attività di socializzazione, risulta assente o azzerato”, denunciano Caterina Pollichino, segretaria della Camera del lavoro di Corleone , Dino Paternostro, segretario lega di distretto Spi Cgil di Corleone, e Emanuela Bortone, segretario provinciale dello Spi Cgil Palermo. Al confronto era presente anche Salvatore Iannazzo, responsabile della Federconsumatori di Corleone.
L’assessore ai servizi sociali del comune di Corleone e i funzionari tecnici hanno assunto l’impegno di ripristinare la comunicazione con la pubblicazione di atti, provvedimenti e piani sulle pagine web dedicate E di ristabilire corrette relazioni istituzionali. “L’avvio delle attività di concertazione, con all’ordine del giorno la programmazione del piano di zona 2022-2027 e del Pal 2022-2025 è un fatto importante – aggiungono Pollichino, Paternostro e Bortone – Vigileremo affinché si proceda in questa direzione a partire dalla programmazione 2025-2027 e dalle code delle altre programmazioni”.
I sindacati hanno lamentano la mancanza della documentazione dei piani zona dal 2012, necessaria per avere il quadro degli interventi andati a buon fine e di quelli ancora da attuare. E
hanno sottolineato l’importanza della co-progettazione, con sessioni di lavoro congiunto e tavoli tematici sulle azioni da intraprendere. “Bisogna subito riattivare centri diurni e attività ricreative e socializzanti, anche mediante il coinvolgimento di centri di aggregazione e realtà di prossimità già presenti nei singoli comuni”, aggiungono Cgil e Spi, che sollecitano anche l’attivazione degli interventi sui “livelli adeguati di assistenza sanitaria sociale”, previsti dai Fondi Fesr Sicilia 2021-2027 per i 16 comuni dell’area.
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