“Il vero messaggio da lanciare è che non è più sufficiente stare dalla parte giusta, bisogna tutti fare la cosa giusta. E i primi che oggettivamente con noi devono fare questi passi sono i cittadini che sono, nel loro quotidiano, delle sentinelle di legalità, vedo osservano, guardano, interloquiscono. Quindi se tutti,  istituzioni cittadini, società civile, stanno dalla stessa parte, io credo che l’obiettivo sarà più facilmente raggiungibile”.

E’ quanto ha detto oggi il generale Pietro Sutera, neo comandante provinciale di Palermo dell’Arma dei carabinieri, incontrando la stampa del capoluogo siciliano. Sutera ritorna in Sicilia – dove tra il 2015 e il 2017 aveva guidato il gruppo Monreale – proveniente da Roma dove, dal 2021, era a capo del reparto dell’Arma della Presidenza della Repubblica.

E proprio a proposito di sicurezza, il comandante provinciale riprende quanto affermato più dal capo dello Stato: “La libertà, la giustizia, la sicurezza, la pace non sono conquiste definitive, sono – ha detto – dei beni preziosi che dobbiamo custodire con cura. Ecco, io sento una grande responsabilità: quella di lavorare in una squadra molto affiatata per preservare i capisaldi fondamentali della vita della nostra nazione. E’ un grande onore per me rivestire questa carica e garantisco la massima determinazione per ricambiare e fare in modo che si possa costruire, mattone dopo mattone, una Palermo migliore e una provincia più solida sotto il profilo della sicurezza”.

Riguardo alla sicurezza – anche quella percepita – Sutera è chiaro: “non esistono ricette speciali, se non investire ogni energia su due direttrici una è il controllo del territorio, con attività preventive sempre più qualificate ed una presenza che deve essere visibile. A quella che è la sicurezza reale bisogna pensare alla sicurezza percepita del cittadino. E una uniforme, oggettivamente vista in un momento di difficoltà, dà sicurezza. E’ il voto dello Stato che incontri e ti da conforto su una via poco illuminata e  difficile da percorrere”.