L’affondo sul centrosinistra e il ricordo del governo Prodi
Schifani non ha risparmiato critiche al cosiddetto “campo largo”, paragonandolo alle passate esperienze del centrosinistra: “Vedo uno scenario che ho vissuto nel 2006-2008 col governo Prodi, contro cui facemmo una grande battaglia al Senato fino a farlo cadere. Fu una caduta di carattere politico perché si erano aggregate in quella alleanza forze eterogenee che litigavano al loro interno. Quel programma di Prodi, centinaia di pagine in cui c’era tutto e il contrario di tutto, fu scritto pur di stare insieme e vinsero per appena 30 mila voti. Dissi a Berlusconi che non avevamo perso, perché quel governo sarebbe durato poco”.
Secondo il presidente siciliano, la coalizione avversaria si trova oggi in una situazione analoga: “Nel campo largo mi sembra di rivedere quel film, ma sono convinto che non avverrà. Il centrodestra ha un grande vantaggio: quello di avere un premier uscente forte che avrà un forte potere di trascinamento, al di là dei sondaggi attuali che sono ancora a freddo”.
La svolta economica in Sicilia: “Dai debiti all’avanzo di bilancio”
Il governatore ha poi rivendicato con forza i risultati economici della sua amministrazione, mettendo a confronto l’attuale situazione della Regione con quella ereditata dal passato: “Nel 2017 in Sicilia, col governo di centrosinistra, la Regione aveva un disavanzo di 7 miliardi. Adesso siamo in avanzo di 5,5 miliardi. Sono numeri, non teorie e auspici. Tutte le agenzie internazionali hanno elevato il rating della Regione. Sono aumentati i rientri dei giovani in Sicilia, le entrate tributarie, è cresciuta l’occupazione e il Pil della regione sale più che nel resto del Paese”.
Un successo che Schifani attribuisce alla sua formazione politica e al legame con il fondatore di Forza Italia: “Perché questi risultati? Non sono un economista ma un giurista, ma ho avuto la fortuna di vivere a fianco di Berlusconi, nella cultura liberale. Sono orgoglioso del fatto che Berlusconi mi abbia voluto alla guida della Sicilia e sto attuando il suo modello”.
Il boom del turismo: presenze a +34,6%
Nella medesima giornata sui social Schifani aveva parlato anche della crescita turistica dell’Isola. Attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale, il governatore ha condiviso i dati del report elaborato dal centro studi SRM di Intesa Sanpaolo, che certificano un vero e proprio exploit per la Sicilia: “Ancora buone notizie per il turismo in Sicilia, anche per merito del lavoro di promozione, potenziamento e destagionalizzazione che si è svolto”.
I numeri parlano chiaro: le presenze nell’Isola hanno registrato un balzo del +34,6%, staccando nettamente la media nazionale fermatasi al +14,9%. A trainare il comparto è soprattutto la quota di visitatori stranieri, che ha toccato il 56% del totale, accompagnata da una forte crescita del settore extralberghiero. “Proseguiremo su questa strada che sta dando i suoi frutti”, ha assicurato il presidente.
Le grandi opere: Polo pediatrico e termovalorizzatori
A conclusione del suo intervento a Formello, il presidente ha infine elencato due tra i principali traguardi amministrativi sbloccati di recente nell’Isola: l’aggiudicazione della gara d’appalto per il nuovo Polo pediatrico di Palermo, “un cantiere che era fermo da ben 12 anni”, e il progetto per la realizzazione dei due termovalorizzatori a Palermo e Catania. “È scandaloso – ha concluso Schifani – che la Sicilia debba spendere ogni anno 100 milioni di euro per portare i propri rifiuti all’estero”.






Commenta con Facebook