In Sicilia sono 189.889 le famiglie che dal 4 novembre troveranno 500 euro sulla Carta Dedicata a Te. È la seconda regione italiana per numero di beneficiari dopo la Campania, con il 16,1 per cento di tutte le carte assegnate. Una seconda ricarica da altri 500 euro arriverà da aprile 2027. C’è, però, una scadenza da non perdere: il primo acquisto va fatto entro il 16 dicembre, altrimenti la Carta non sarà più utilizzabile e il contributo decade. La quarta edizione della misura è stata presentata oggi al ministero dell’Agricoltura.
Quante famiglie ricevono la Carta in Sicilia
In tutta Italia i nuclei beneficiari sono 1.177.597. La ripartizione per regione vede in testa la Campania con 220.009 carte, seguita dalla Sicilia con 189.889 e dalla Puglia con 128.262. La Lombardia, prima regione del Nord, ne conta 110.299.
Tra le città siciliane spicca Messina, nona in Italia tra i Comuni con 5.633 nuclei indicati tra i potenziali beneficiari.
A livello nazionale i piccoli Comuni rappresentano il 28 per cento dei beneficiari, le città con più di 100mila abitanti il 14 per cento.
Chi riceve la Carta e cosa deve fare
Non serve presentare domanda. L’Inps individua in automatico i beneficiari tra i nuclei familiari residenti in Italia con almeno tre componenti, un Isee inferiore a 15mila euro e nessun altro contributo di inclusione sociale o di sostegno alla povertà. Gli elenchi passano poi ai Comuni, che li comunicano agli interessati.
In questa edizione 8 beneficiari su 10 hanno già la Carta. Chi risulta ancora tra gli aventi diritto non dovrà andare all’ufficio postale: la Carta in suo possesso verrà ricaricata automaticamente. I nuovi beneficiari, dopo la comunicazione del Comune, potranno ritirarla dal 4 novembre in qualsiasi ufficio postale italiano.
Cosa si può comprare e dove c’è lo sconto
Il contributo arriva su carte elettroniche di pagamento prepagate e ricaricabili messe a disposizione da Poste Italiane. Si possono acquistare beni alimentari di prima necessità, tra cui pasta, riso, olio e prodotti freschi, con attenzione alle produzioni delle filiere italiane e ai prodotti Dop e Igp.
Il Masaf ha rinnovato anche quest’anno le convenzioni con la grande distribuzione. Nei punti vendita aderenti di Federdistribuzione, Ancc Coop, Ancd Conad e Lidl i possessori della Carta avranno uno sconto aggiuntivo del 15 per cento, cumulabile con le promozioni già in corso.
Quanti soldi ci sono
La legge di bilancio 2026 ha stanziato 1 miliardo di euro, 500 milioni per il 2026 e altrettanti per il 2027. Per quest’anno si aggiungono circa 91 milioni di euro di residui non utilizzati nel 2025, per un totale di 591.029.831 euro.
La misura, partita nel 2023, è promossa dai ministeri dell’Agricoltura, dell’Economia e del Lavoro, con la collaborazione di Poste Italiane, Inps e Anci. Dal 2023 al 2027 le sono stati destinati complessivamente 2,7 miliardi di euro.
Con la legge di bilancio 2025 il governo ha reso strutturale anche la dotazione di 50 milioni di euro annui per il Fondo nazionale indigenti, istituito presso il Masaf. Per il 2026 le risorse disponibili sono 54,9 milioni di euro, destinate all’acquisto di derrate alimentari per le fasce più fragili. Il paniere comprende alimenti delle filiere italiane, con diverse categorie a marchio Ig.
Cosa hanno detto i ministri
Nel comunicato diffuso dal ministero, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha annunciato: “Sarà disponibile oltre 1 miliardo di euro, 1.000 euro per famiglia. Una scelta concreta che rafforza il sostegno ai nuclei più fragili e che consentirà a oltre 1,1 milioni di famiglie di trovare accreditati i primi 500 euro sulla propria Carta il prossimo 4 novembre e altri 500 euro ad aprile 2027”.
Nella conferenza stampa di presentazione il ministro ha sottolineato che la misura, ora biennale, “vede un ritorno al Sistema Italia del 90% delle risorse tramite acquisti di prodotti alimentari di prima necessità di qualità made in Italy”. Ha poi spiegato la scelta del sistema: “Il modello di intervento partiva dalla necessità di essere efficace ed efficiente: Poste e Inps sono due eccellenze che ci permettono di intervenire senza domande e carte bollate, che a volte rendono un intervento più fastidioso che incisivo”, e “anche per evitare qualsiasi forma di imbarazzo, la Carta è del tutto simile alle altre carte di credito di Poste. Abbiamo anche individuato i prodotti che possono essere acquistati, tra cui pasta, riso, olio, i prodotti freschi, tutti italiani perché vogliamo che i soldi degli italiani finiscano nelle filiere italiane”.
“Continuiamo a sostenere il potere d’acquisto degli italiani e, allo stesso tempo, a valorizzare il lavoro delle nostre filiere agricole e agroalimentari, favorendo l’acquisto di prodotti di qualità, DOP e IGP”, ha aggiunto. “Il Governo Meloni sin dal suo insediamento ha pensato alle famiglie. Non abbiamo mai smesso di seguire con attenzione quelle che erano le difficoltà degli italiani e non lasciamo indietro nessuno. Nessun assistenzialismo, ma sostegno vero per aiutare le famiglie ad acquistare beni di prima necessità e, allo stesso tempo, valorizzare il lavoro e la qualità delle nostre filiere agroalimentari”.
In chiusura: “Se mi chiedere se abbiamo cancellato la povertà, no. Ma abbiamo fatto un intervento collegato ai tanti altri interventi di sostegno messi in campo dal governo”.
“È un pezzo di plastica, una Carta in tutto simile a tutte le carte di credito ma porta con sé un messaggio di attenzione e di inclusione, testimonia che lo Stato non lascia sole le persone”, ha detto la ministra del Lavoro Marina Calderone. E ancora: “La Carta Dedicata a Te si inserisce pienamente in un sistema integrato di progettualità che il Governo sta rafforzando con determinazione, affiancando agli interventi di inclusione e di contrasto alla povertà misure concrete a tutela del potere d’acquisto dei nuclei familiari più fragili. Dalle misure di sostegno immediato ai percorsi dell’Assegno di Inclusione e del Supporto per la Formazione e il Lavoro, fino al rafforzamento dei servizi territoriali del Programma Nazionale Inclusione, la nostra visione è chiara: la protezione sociale non è mai assistenzialismo passivo, ma una rete di protezione dinamica che viaggia di pari passo con la promozione della buona occupazione”.






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