Il sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, non usa mezzi termini. Alla Festa dell’Unità di Villarosa, organizzata dal Pd provinciale ennese, mette sul tavolo il nome di Cateno De Luca come candidato del campo largo alla presidenza della Regione Siciliana per il 2027. La logica, spiegata da Crisafulli, è tutta politica: De Luca è l’unico profilo capace di intercettare voti che il centrosinistra tradizionale non riesce a raggiungere, quelli che non si riconoscono né a destra né a sinistra.

“Si vince con Cateno”

“Cateno De Luca deve essere il candidato alla presidenza della Regione siciliana: così si vince, così si rompe lo schieramento opposto”, dice il sindaco. Alla domanda su chi sia politicamente De Luca — centrodestra o centrosinistra — risponde: “meno male, perché è l’unico che può portare voti che non sono del centrosinistra”. Sommando quei voti a quelli della coalizione, secondo Crisafulli, si aprirebbe davvero una possibilità di vittoria.

“Se ci sono veti alle Primarie mi candido io”

La sede indicata per sciogliere il nodo sono le primarie. Se il partito non ha il coraggio di scegliere subito un nome capace di “rompere lo schieramento opposto”, allora si vada al voto tra gli iscritti. Ma Crisafulli aggiunge una condizione che suona come un avvertimento interno: se qualcuno pensasse di escludere candidature scomode dalle primarie per restare solo in campo, “questo qualcuno deve sapere che Crisafulli è candidato alla presidenza della Regione siciliana”. Il messaggio, letto tra le righe, è un monito al Pd regionale: o si trova la sintesi attorno a un nome che possa davvero vincere, oppure il sindaco di Enna si candida in prima persona, riproponendo su scala regionale la stessa rottura degli schemi che due anni fa lo ha premiato in città, dove ha scelto l’autonomia dai partiti nazionali e ha incassato un risultato solido, accompagnato dai parlamentari Stefania Marino e Fabio Venezia.

Sud chiama Nord non aspetta

A raccogliere l’assist è Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud chiama Nord, il movimento di De Luca. Il tono è di apprezzamento ma anche di pressione. Lo Giudice ringrazia Crisafulli per aver “dimostrato quanto sia necessario per quell’area politica andare oltre, così da cercare di vincere”, ma non concede molto tempo alla riflessione: “è chiaro, però, che ormai il tempo è quasi scaduto per riuscire davvero ad allargare il perimetro del campo largo coinvolgendo anche Sud chiama Nord”. E sulle interlocuzioni riservate di cui parla Crisafulli, la lettura di Lo Giudice è tranchant: “gli ‘amoreggiamenti clandestini’ non bastano più” ed invita gli altri ad uscire allo scoperto

Una coalizione tutt’altro che compatta

Il pressing di Crisafulli e Lo Giudice arriva su un campo largo che, in Sicilia, è tutto fuorché definito. Pd, M5S, Avs, Italia Viva, Psi e liste civiche condividono la casella “centrosinistra” ma non un perimetro comune, né un nome. Sull’ipotesi De Luca il fronte si spacca subito: Controcorrente di Ismaele La Vardera e Avs sono apertamente contrari, mentre M5S, Italia Viva e Psi mantengono per ora una posizione attendista, senza sposare né bocciare l’operazione. Il Pd, dal canto suo, resta diviso tra chi come Crisafulli spinge pubblicamente e chi preferisce muoversi nell’ombra.