Dal 16 al 18 ottobre teatro, poesia, musica e arte con Alessio Boni, Giordano Bruno Guerri, Davide Rondoni, Mario Incudine e altri protagonisti della scena contemporanea.

Per la prima volta in Sicilia la mostra “Dal legno di Geppetto ai legni di Sigfrido Bartolini” in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi

RAGUSA – E se le favole servissero ancora a interrogare il presente? E se due personaggi nati in mondi apparentemente lontani potessero raccontare, insieme, un Mediterraneo diverso: non una linea di confine, ma uno spazio attraversato da storie, lingue, culture e contaminazioni? È da queste domande che nasce “Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo”, il progetto speciale che dal 16 al 18 ottobre 2026 porterà a Ragusa Ibla teatro, poesia, musica, arti visive e pensiero contemporaneo. Inserito tra i Progetti Speciali 2026 del Ministero della Cultura, il progetto è ideato e diretto da Vicky Di Quattro e promosso dal Teatro Donnafugata e dall’Associazione Donnafugata 2000, in collaborazione con il Teatro Stabile di Catania, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi e il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Collodi.


E nel bicentenario della nascita di Collodi il progetto sceglie una strada diversa dalla semplice celebrazione di un classico. Rimette Pinocchio in movimento e lo fa dialogare con Giufà, figura errante e popolare che attraversa da secoli le culture arabe, turche, greche, balcaniche e siciliane. Due personaggi apparentemente lontani, ma accomunati dal viaggio, dall’errore, dalla disobbedienza, dalla caduta e dalla possibilità di trasformarsi. Pinocchio, nato nel cuore della tradizione letteraria italiana e diventato un personaggio universale, incontra così Giufà, che ha attraversato per secoli il Mediterraneo passando da una cultura all’altra. Il loro incontro diventa la chiave per interrogare un Mediterraneo contemporaneo fatto di differenze, scambi e contaminazioni.

Pinocchio continua così a vivere ben oltre le pagine del suo autore: in Toscana, a Collodi, nel Parco di Pinocchio, il suo immaginario rivive ancora oggi attraverso arte, cultura e paesaggio, incontrando nuove generazioni e nuovi linguaggi. È questa capacità di attraversare il tempo e di continuare a generare storie che il progetto di Ragusa porta nel cuore del Mediterraneo.

E per tre giorni Ragusa Ibla non sarà soltanto il luogo che ospita la manifestazione, ma parte della sua stessa creazione. Il Teatro Donnafugata, la chiesa San Vincenzo Ferreri e Palazzo Arezzo di Donnafugata formeranno una geografia culturale nella quale il patrimonio architettonico dialogherà con la scena. Il lavoro inizierà già dal 12 ottobre, quando artisti, attori, danzatori, musicisti e maestranze del Teatro Stabile di Catania arriveranno a Ibla per un periodo di prove e creazione che porterà alla nascita dello spettacolo site specific “La fiamma dei ragazzini – Pinocchio e Giufà”. Il 18 ottobre, dunque, non sarà soltanto il giorno del debutto, ma il culmine di un processo artistico costruito direttamente a Ragusa, attraverso l’incontro quotidiano con gli spazi, le architetture e la memoria della città.


«Per tre giorni Pinocchio e Giufà non saranno soltanto personaggi da raccontare, ma strumenti per tornare a interrogare il Mediterraneo – dichiara Vicky Di Quattro, ideatrice e direttrice del progetto – Sono due figure diverse, ma unite da una caratteristica essenziale: entrambe sono in viaggio. Pinocchio cerca di diventare uomo, Giufà cerca di comprendere il mondo; entrambi sbagliano, cadono, disobbediscono, si perdono e ricominciano. Portarli in dialogo in Sicilia significa trasformare questa loro natura errante in una possibilità di incontro tra linguaggi, culture e generazioni. E significa fare di Ragusa Ibla non una semplice cornice, ma il luogo nel quale questa creazione prende forma».

Il programma si apre venerdì 16 ottobre alle 19, al Teatro Donnafugata, con “Il segreto del legno. Pinocchio tra simbolo, iniziazione e metamorfosi”. Andrea Scarabelli e Simonetta Bartolini, in dialogo con Fulvia Toscano, accompagneranno il pubblico dentro le stratificazioni simboliche del personaggio collodiano.


L’incontro introdurrà l’inaugurazione della mostra, in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, dal titolo “Dal legno di Geppetto ai legni di Sigfrido Bartolini”, guidata per l’occasione dallo storico dell’arte Andrea Guastella, chiamato ad accompagnare il pubblico nella lettura dell’opera e del lungo processo creativo dell’artista. L’importante lavoro di Bartolini, dedicato al capolavoro di Collodi, approda per la prima volta in Sicilia: pittore e incisore, Bartolini (1932-2007) impiegò ben dodici anni per realizzare le 309 xilografie della monumentale edizione del centenario di Pinocchio, pubblicata nel 1983 dalla Fondazione Collodi. La mostra ricostruisce il farsi di questa monumentale opera della memoria e dell’arte, a cominciare dai primi schizzi preparatori, attraverso i legni incisi, le prove di stampa, fino alle xilografie a colori pubblicate nel volume. La mostra restituisce così una parte significativa della storia iconografica del personaggio e del lavoro con cui la Fondazione ha contribuito, nel tempo, a custodirne e diffonderne l’immaginario.


«Pinocchio è uno dei grandi patrimoni della cultura italiana, ma è anche un personaggio sorprendentemente contemporaneo: continua a parlare alle generazioni che cambiano perché contiene in sé il viaggio, la curiosità, la disobbedienza, l’errore e il desiderio di diventare grandi. A Collodi questa vitalità prende forma ogni giorno nel Parco di Pinocchio, un luogo in cui la favola incontra l’arte, il paesaggio e nuovi pubblici. Come Fondazione Nazionale Carlo Collodi vogliamo custodire questa eredità senza cristallizzarla, lasciando che Pinocchio continui a incontrare nuovi linguaggi, nuovi artisti e nuove generazioni. Il progetto di Ragusa va esattamente in questa direzione: mette Pinocchio in dialogo con Giufà e trasforma la sua natura errante in un’occasione per raccontare un Mediterraneo fatto di incontri e contaminazioni. È così che un classico resta vivo: quando continua a generare nuove storie e nuove visioni», dichiara Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

Un’occasione per interrogarsi anche sull’infanzia. Sabato 17 ottobre, alle 21.30, sarà Alessio Boni a portare in scena, alla chiesa San Vincenzo Ferreri, “Se questo è un bambino. Pinocchio e l’infanzia negata”, prima nazionale dello spettacolo scritto appositamente per il progetto. Con lui Maurizio Camardi e Sergio Marchesini. Il testo è di Nina Verdelli, da un’idea di Elena Marazzita, con produzione e distribuzione AidaStudioProduzioni. Il desiderio di Pinocchio di diventare “un bambino vero” diventa il punto di partenza per una riflessione sull’infanzia contemporanea: cosa significa essere bambini oggi e cosa accade quando l’infanzia viene negata? Domenica 18 ottobre il progetto entrerà nel suo nucleo tematico con l’incontro “Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo tra letteratura, poesia e teatro”, alle 19 al Teatro Donnafugata. A confrontarsi saranno Giordano Bruno Guerri, Davide Rondoni e Marco Giorgetti, moderati da Vicky Di Quattro. Alle 20.30, nel colonnato di Palazzo Arezzo di Donnafugata, il momento centrale della tre giorni: “La fiamma dei ragazzini – Pinocchio e Giufà”, una nuova creazione nata e costruita a Ragusa Ibla attraverso il lavoro della compagnia iniziato il 12 ottobre. Il testo è del poeta Davide Rondoni, il progetto è curato da Vicky Di Quattro, la regia è di Cinzia Maccagnano, le musiche originali sono di Mario Incudine, eseguite dal vivo insieme ad Antonio Vasta.

Scene e costumi sono di Vincenzo La Mendola, light designer Gaetano La Mela mentre le coreografie sono di Dario Rigaglia e Sara Pena Cagigas, con il coinvolgimento di Scenario Pubblico. In scena Giorgia Boscarino, Marta Cirello, Rita Fuoco Salonia, Mario Incudine e Luna Marongiu, con Francesco Adamo e Stefano Cavagnini della Compagnia Zappalà Danza 2.

È una creazione nella quale la poesia si riappropria dello spazio teatrale. La parola di Rondoni non viene semplicemente portata in scena: prende corpo attraverso gli attori, diventa movimento con la danza, ritmo con la musica e relazione con lo spazio. Un processo creativo che guarda ad una visione nella quale il teatro può rafforzare il rapporto con il territorio e costruire, proprio a partire dalla Sicilia Sud-Orientale, nuove relazioni nel Mediterraneo.

«Questo progetto rappresenta un modello di realizzazione che coincide profondamente con l’idea di Teatro che vogliamo portare avanti: un teatro che nasce dall’incontro tra la poesia, la scena e i diversi mestieri che concorrono alla creazione dello spettacolo, e che costruisce relazioni con i luoghi nei quali prende forma – sottolinea Marco Giorgetti, direttore del Teatro Stabile di Catania – Farlo in Sicilia, mettendo in dialogo Pinocchio e Giufà, significa anche guardare al Mediterraneo come a uno spazio naturale di incontro tra storie, linguaggi e culture. È questa la direzione di un teatro mediterraneo che vogliamo contribuire a costruire: aperto, capace di creare connessioni e di trasformare le nostre identità e le nostre differenze in materia viva per la scena».

Il progetto è sostenuto dalla Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Assessorato Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, dal Comune di Ragusa, dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa, dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, da SIAE e dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa. A supporto dell’iniziativa è inoltre una rete di imprese che ha scelto di accompagnare il progetto riconoscendo nella cultura un investimento sul territorio. Sono gold sponsor: Eni, Gruppo Cappadona, Range Rover – Sergio Tumino, Regran. Sono silver sponsor: Argo Software, Reale Mutua Assicurazioni – Cappello e Battaglia, Engel & Völkers, Marina Iblea, Rosso di Sicilia e Valle dell’Acate. Informazioni e prenotazioni agli incontri e spettacoli su www.teatrodonnafugata.it

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