Saranno celebrati nella chiesa del Santissimo Salvatore giovedì alle 11 a Partinico i funerali di Rosalia La Manna, 37 anni, e Vincenzo Troia, di 21 anni, madre e figlio morti dopo essere scesi in una cisterna interrata nel loro garage in via Lorenzo Perosi per prendere alcune reti per la raccolta delle olive.
Le cisterne erano piene di anidride carbonica. I due sarebbero morti a causa delle esalazioni che si sarebbero accumulate per la presenza di residui vegetali delle olive nelle reti. La procura ha disposto la restituzione delle salme alla famiglie ieri pomeriggio stesso. Il sindaco di Partinico Pietro Rao ha proclamato il lutto cittadino.
La famiglia era impegnata da tempo nel settore agricolo e conduceva un’attività a gestione familiare. Rosalia risultava formalmente titolare dell’impresa agricola biologica, mentre l’attività quotidiana veniva portata avanti anche dal figlio e dal padre Giuseppe, originario di Palermo. Padre e figlio lavoravano soprattutto come trattoristi, occupandosi della lavorazione dei terreni agricoli per conto dei proprietari della zona.
Vincenzo era già padre da pochi mesi. Guardava al futuro con entusiasmo: una compagna, un figlio e nuovi progetti nell’attività agricola di famiglia, concentrata sulla produzione di olio biologico e sull’affitto di trattori perla lavorazione della terra. Aveva appena acquistato il suo terzo trattore, quello più potente, convinto che gli avrebbe permesso di ampliare il lavoro.
La mamma era per lui un punto di riferimento, felice di essere diventata nonna così giovane. Una famiglia cresciuta tra sacrifici e lavoro, approdata da Palermo a Partinico giovanissima e capace, insieme a Giuseppe, di costruire un’azienda punto di riferimento per imprese agricole e privati. Ora quella casa è il luogo del dolore. Nelle stanze di via Perosi continuano ad arrivare persone che con i Troia e i La Manna hanno lavorato e condiviso progetti.






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