Parte da Palermo un’iniziativa rivolta all’avvio di un’azione legale contro la nuova legge elettorale, in fase di approvazione in Parlamento. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sollevare eccezioni di incostituzionalità davanti ai Tribunali della Magistratura ordinaria, affinché le rilevanti criticità contestate vengano trasmesse al giudizio della Corte Costituzionale, prima delle prossime consultazioni elettorali.

La redazione dei ricorsi è affidata a livello nazionale da un gruppo coordinato di costituzionalisti, giuristi e avvocati. A livello locale, l’azione prevede l’avvio della raccolta delle adesioni e sottoscrizioni personali dei cittadini, che verranno verificate e autenticate dai componenti del Collegio difensivo palermitano, formato dagli avvocati Fausto Calandra, Aldo Fici, Armando Sorrentino e Nadia Spallitta.


«L’iter che stiamo avviando è l’esito di un approfondito studio teorico e tecnico sulle criticità della legge elettorale, la quale, a nostro giudizio, costituisce un ulteriore assalto alla democrazia dopo il recente e respinto tentativo di manomettere la Costituzione», dichiarano i componenti del Collegio difensivo. «Riteniamo necessario agire con la massima celerità per consentire ai Tribunali di trasmettere le eccezioni non manifestamente infondate alla Corte Costituzionale e ottenere una pronuncia preventiva prima delle elezioni, fermando una logica normativa che rischia di riportare il Paese indietro di decenni».


Modalità e orari per la raccolta delle adesioni:

I cittadini e le cittadine residenti ed elettori nel Comune di Palermo potranno apporre la propria firma presso lo Studio Legale di Piazza Lolli n. 15, con la seguente programmazione:

Martedì e giovedì: dalle ore 17:00 alle ore 19:00

Sabato: dalle ore 10:00 alle ore 12:00

I sottoscrittori dovranno presentarsi con un documento d’identità; il certificato elettorale necessario ai fini del deposito verrà richiesto direttamente dal collegio difensivo tramite apposita delega.


Per scelta organizzativa del collegio, al fine di prevenire possibili speculazioni o conflitti di interesse, è stata disposta l’incompatibilità e l’esclusione dalla sottoscrizione per i soggetti che ricoprono cariche e ruoli istituzionali o politici a qualsiasi livello, nonché per gli ex magistrati.

«Questo percorso giudiziario è concepito come uno strumento di mobilitazione di massa volto a riprendere e valorizzare le energie intellettuali, politiche e morali emerse durante la recente esperienza referendaria», concludono i legali.

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