Mentre Schifani riflette sul da farsi sulla crisi politica in corso partono le provocazioni. Sono i 5 stelle quelli che lanciano la più “goliardica” e invitano il commissario di Forza Italia in piazza.

La provocazione di Nuccio Di Paola

“Invito il commissario di Forza Italia in Sicilia, Minardo, a venire con noi martedì prossimo a chiedere le dimissioni del presidente Schifani. Contribuisca, ma veramente, a staccare la spina al governo peggiore di sempre della Sicilia, ma la smetta di far credere, assieme a Mulè, alla favoletta che esiste una Forza Italia “buona” e una “cattiva” mentre i deputati di maggioranza, compresi quelli forzisti, si spartiscono famelicamente i milioni di euro della variazione di bilancio in discussione all’Ars. I siciliani non hanno l’anello al naso, come forse loro credono” dice duro il coordinatore regionale dei pentastellati che è anche vice presidente dell’Ars.

Non serve cambiare il presidente

“Per salvare la faccia dalle inchieste di corruzione in cui Forza Italia e la maggioranza sono travolti, per loro basta cambiare il presidente e governare nuovamente la Sicilia per 5 anni. Tanto i siciliani sono “stupidi” e cascano in questi giochini artatamente costruiti con una comunicazione mirata. Schifani, però, con la velata, ma neanche troppo, minaccia di dimissioni, ha detto che il re è nudo e ha fatto emergere con prepotente chiarezza, quello che diciamo da tempo: non esistono un’anima “buona” e una “cattiva” del partito del presidente e di Minardo”.

“Delle dure ora l’una: o con Schifani o contro Schifani, ed in quest’ultimo caso i deputati di maggioranza non gestiranno nemmeno un euro per la campagna elettorale e andremo tutti al voto, come tantissimi siciliani auspicano per uscire da un incubo. Presidente Schifani dimettiti!”

La prudenza del Presidente dell’antimafia Cracolici

Più prudente la posizione del Presidente dell’Antimafia Antonello Cracolici: “Schifani certamente ha una responsabilità politica e deve valutare innanzitutto se sarà più in grado di gestire questa fase che, tra l’altro, ci avvicina ormai al voto. Le sue responsabilità devono essere giudicate dal popolo e dai cittadini che hanno affidato a lui il compito di governare questa Sicilia. Il rischio è che il governo di questi anni ci riporti drammaticamente al passato peggiore che questa terra abbia mai vissuto. La vicenda che è esplosa è assai grave, soprattutto perché reiterata da diversi episodi di corruzione da parte dei vertici più importanti di questa regione” ha detto questa mattina parlando con i giornalisti a margine delle commemorazioni in occasione del 40esimo anniversario dall’uccisione di Claudio Domino a Palermo.

“Purtroppo le istituzioni, e la macchina pubblica in generale, stanno dando il peggiore volto di sé, aldilà degli aspetti connessi a episodi di reato, che sono da dimostrare con tutte le garanzie del caso. E’ evidente però che, in questi anni, si è abbassata la soglia di percezione e di ruolo pubblico da parte di tutte le istituzioni, perché sono troppi gli episodi che si sono ripetuti in questi ultimi anni e c’è una grave responsabilità politica, innanzitutto, da parte di chi dirige le istituzioni. Io penso che la Regione, rispetto a tutto questo, stia pagando un prezzo altissimo a causa di un abbassamento della tensione morale, che è fondamentale anche per supportare il buon governo”, ha concluso.