Mentre impazza la polemica politica il Presidente della regione torna a parlare di legalità “Allontanare i ragazzi e le donne dai contesti familiari mafiosi è l’unico modo per garantire loro un futuro lontano dalla violenza e dell’illegalità, scardinando la mafia dal suo interno. Per questo sono particolarmente orgoglioso di avere contribuito all’approvazione in Sicilia della legge “Liberi di scegliere”, nata da un’intuizione del presidente del Tribunale per i minorenni, Roberto Di Bella, e oggi anche legge dello Stato. Offrire alternative e costruire possibilità nuove per quei giovani e quelle donne che prima vivevano solo un’eredità ineluttabile è una responsabilità istituzionale, è la visione di una Sicilia che non si rassegna e crede in un futuro libero dalla criminalità organizzata” ha detto oggi Renato Schifani, a margine del convegno “Raccontami: storie di donne tra mafia e antimafia” al Palazzo di giustizia di Palermo.
Intanto emanato il decreto per le Ipab
Nel frattempo dall’amministrazione veniva emanato un altro intervento in materia sociale. Cinque milioni di euro per 24 Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab) della Sicilia. Il decreto è stato emanato dal dipartimento regionale della Famiglia e delle politiche sociali e dispone l’impegno, la liquidazione e il pagamento delle somme destinate agli enti ammessi ai contributi previsti dalla legge regionale in materia di interventi finanziari a favore delle Ipab. Le risorse sono destinate alle strutture che svolgono le proprie attività istituzionali e a quelle che, per situazioni oggettive esterne, hanno temporaneamente sospeso l’attività con prospettive di ripresa entro l’anno.
Attenzione al sociale
“Con questo stanziamento di 5 milioni di euro – dichiara l’assessore alla Famiglia, alle politiche sociali e al lavoro Nuccia Albano – confermiamo l’attenzione del governo Schifani verso le Ipab, realtà che svolgono un ruolo importante nel sistema sociale siciliano e che garantiscono, ogni giorno, servizi e sostegno alle persone più fragili. Le risorse saranno destinate anche al pagamento delle integrazioni stipendiali e degli oneri previdenziali del personale dipendente, dando così un supporto concreto agli enti e ai lavoratori. È un intervento che punta a garantire continuità ai servizi e a rafforzare la capacità di queste istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza di rispondere ai bisogni delle comunità”.
Il metodo di assegnazione dei contributi
Il provvedimento assegna i contributi sulla base delle spese per il personale sostenute dagli enti e vincola le somme al pagamento delle integrazioni stipendiali e degli oneri previdenziali del personale dipendente. Il decreto, inoltre, dispone che i relativi mandati di pagamento siano emessi nei confronti degli enti per i quali risultano verificate le condizioni di liquidabilità ed esigibilità, anche in relazione a procedure giudiziarie esecutive in corso.






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