Grande successo per la seconda edizione di “PaDermo”, l’importante congresso scientifico che il 9 e 10 ottobre ha trasformato il Marina Convention Center di Palermo nella capitale della dermatologia integrata. Sotto la direzione scientifica della dermatologa Federica Lupo e con l’organizzazione del provider Biba Group, l’evento ha raddoppiato la sua durata rispetto al debutto dello scorso anno, consolidandosi come punto di riferimento per la crescita interdisciplinare della classe medica nazionale e regionale.
Il congresso ha scardinato la vecchia percezione della dermatologia come disciplina isolata, dimostrando come la pelle sia uno specchio delle dinamiche interne dell’organismo. Il programma ha dato ampio spazio a tricologia, dermoscopia, dermatologia pediatrica, immunologia e oncodermatologia, mettendo a confronto dermatologi, medici di medicina generale, pediatri e specialisti di varie branche medico-chirurgiche.
“Abbiamo pensato ad un progetto più concreto, innovativo e inclusivo, che unisce la dermatologia clinica e pediatrica alle numerose terapie immunologiche innovative ospedaliere. – ha spiegato la responsabile scientifica Federica Lupo – Posso racchiudere PaDermo con quattro parole chiave: Innovazione, Integrazione, Inclusività e Interdisciplinarietà. I colleghi di tutte le università d’Italia sono venuti numerosi perché Palermo rappresenta un ponte di collegamento tra la Sicilia e il resto del Paese. Non dobbiamo pensare a due Italie che viaggiano a velocità diverse”. La dottoressa Lupo ha inoltre già lanciato lo sguardo al futuro, anticipando i temi di PaDermo 2027: “L’anno prossimo affronteremo più da vicino la laser terapia e la dermatologia estetica, mantenendo sempre un forte focus su dermatologia pediatrica ed oncodermatologia”.
Il respiro internazionale dell’evento è stato confermato dalla presenza di ospiti stranieri di rilievo, tra cui la dottoressa Nisa Akay Bengu, dell’Università di Ankara (Turchia), che ha espresso grande entusiasmo per la sua prima volta a Palermo: “Vorrei ringraziare la dottoressa Federica Lupo per l’invito. È un grande piacere per me essere qui per interagire con i miei colleghi italiani. Nella mia relazione ho parlato della diagnosi dei tumori della pelle con la dermatoscopia, mostrando le peculiarità per differenziare queste lesioni. Mi piace molto l’interazione con il pubblico ed è stato davvero bello per me essere qui. Penso che questi momenti siano così importanti perché abbiamo diversi tipi di pelle, diverse presentazioni delle lesioni e condividiamo le nostre esperienze con i nostri colleghi”.
Un riconoscimento del valore etico e deontologico dell’evento è arrivato, durante l’apertura della prima giornata, dai vertici ordinistici regionali: “La dermatologia è una branca in continua evoluzione. – ha dichiarato il presidente dell’OMCeO di Agrigento, Santo Pitruzzella – Aver affrontato questo tema con un approccio multidisciplinare che coinvolge il pediatra, il medico di medicina generale, lo pneumologo e il dermatologo è fondamentale. Come Ordine siamo custodi di un concetto preciso: fare diagnosi e terapia significa, prima di tutto, mantenere la persona al centro di tutto”.
Il ruolo di PaDermo come incubatore di competenze è stato evidenziato anche dai moderatori delle sessioni scientifiche: “Il congresso favorisce il flusso di informazioni ed esperienze tra chi è più esperto e chi lo è meno. – ha commentato Leonardo Zichichi, già direttore dell’UOC Dermatologia ASP Trapani, Ospedale S. Antonio Abate – L’aggiornamento avviene sulle riviste e nelle università, ma anche trasferendosi le esperienze seduti allo stesso tavolo. Oggi la dermatologia è una delle branche che ha beneficiato maggiormente delle novità scientifiche: siamo pieni di farmaci innovativi che curano in modo eccellente patologie per le quali prima usavamo terapie tradizionali meno performanti e ricche di effetti collaterali”.
Uno dei momenti di maggiore impatto sociale e scientifico del congresso è stato dedicato, nella seconda giornata, al legame inusuale tra manifestazioni cutanee e dipendenze da sostanze, una sessione nata da una precisa intuizione della presidenza e approfondita dal dermatologo Paolo Caruso: “È una sfida che ci ha lanciato la nostra presidente, la dottoressa Lupo, che ha voluto includere una presentazione specifica sulla nostra città e sui problemi che affronta tutt’oggi. Ha avuto questa intuizione di comprendere, partendo dalla condivisione di casi clinici di pazienti dipendenti dalla cocaina che presentano alcune tipiche dermatosi, se esistono dei segni che il dermatologo può cogliere, prima ancora di altri clinici, per indirizzare il paziente ai servizi per le dipendenze che offre il territorio”.
L’analisi clinica di Caruso ha evidenziato come la cute possa trasformarsi in uno strumento di diagnosi precoce: “Esistono delle cosiddette red flag, dei campanelli di allarme, che ci consentono di sospettare, forse ancora prima dei clinici generali, che il paziente stia vivendo i primi segni di questi possibili problemi di dipendenza. Noi possiamo cogliere questi segni prima degli altri e poterli trattare adeguatamente, o comunque offrire il nostro consiglio, cercando di entrare in confidenza col paziente per primi. Chiaramente sono pazienti complessi che vanno trattati in maniera multidisciplinare. Il nostro ruolo, come lo è stato in tanti altri contesti – basti pensare alla recente pandemia da Covid-19 – è quello di essere forse fra i primi a cogliere dei segni di potenziale allarme. Dobbiamo essere in prima linea, non tanto per il trattamento di queste condizioni, ma per il riconoscimento e l’attivazione dei servizi ambulatoriali territoriali”.
Tra gli interventi di altissimo profilo clinico, c’è quello di uno dei relatori della prima sessione, giunto da Vicenza, il dermatologo Arturo Galvan, che ha fatto il punto sulla cheratosi attinica, il tumore cutaneo e umano più comune in assoluto. “Si tratta di lesioni tumorali nelle aree fotoesposte come il viso, che pur non essendo mortali come il melanoma, possono evolvere in carcinoma spinocellulare, richiedendo poi interventi chirurgici demolitivi con complicanze cosmetiche e funzionali”, ha spiegato l’esperto. La vera novità presentata a Palermo risiede in una strategia terapeutica sinergica che combina due farmaci storici: “L’uso combinato di isotretinoina (da 45 anni pilastro contro l’acne) e 5-fluorouracile (topico specifico per la cheratosi attinica) permette di ridurre drasticamente le recidive e di trattare con efficacia straordinaria il campo di cancerizzazione”.
Con una massiccia partecipazione ed una forte spinta verso il futuro della dermatologia estetica e oncologica, PaDermo 2026 si chiude lasciando una traccia profonda nella sanità del territorio e dando appuntamento al 2027.
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