Trenta repliche, oltre 5mila spettatori e tre regioni coinvolte. Sono questi i numeri che segnano il successo della tournée estiva de I Trovatori che hanno proposto un percorso che ha saputo coniugare linguaggi e pubblici differenti, mantenendo al centro il valore dello spettacolo dal vivo come strumento di partecipazione culturale e di dialogo con i territori.

La compagnia siciliana ha portato in scena i suoi spettacoli all’interno di contesti di particolare valore storico, archeologico e culturale, trasformando il patrimonio storico in uno spazio vivo di narrazione e partecipazione. Tra questi il Convento di San Domenico a Terracina, le Case D’Alia a San Cipirello, il Villaggio Preistorico di Ustica, l’Area Archeologica di Himera a Termini Imerese, Solunto, Caltabellotta e il Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo.


Cuore della tournée sono stati I Racconti di Sepillo da Ypsigro, progetto identitario della compagnia, affiancati da una programmazione che ha incluso anche appuntamenti dedicati al teatro ragazzi e alla drammaturgia contemporanea. Una pluralità di linguaggi e un’ampia offerta culturale che ha favorito l’incontro con pubblici diversi e il dialogo tra tradizione e contemporaneità.

I Racconti di Sepillo da Ypsigro raccolgono più spettacoli teatrali ispirati alle giullarate del XII e XIII secolo e celebrano la figura del giullare come artista sociale, capace di divertire e, allo stesso tempo, far riflettere. Protagonista è Sepillo da Ypsigro, personaggio senza tempo, esilarante e sarcastico, accompagnato dal suo fedele menestrello Netroio da Creta. Una coppia che, attraverso l’ironia, il gioco teatrale e la forza della parola, restituisce attualità a una tradizione antica, mettendola in relazione con il pubblico contemporaneo.


Il profilo culturale della tournée è stato ulteriormente sottolineato dalla partecipazione a due importanti rassegne di rilievo nazionale. Gli spettacoli Gelone e Riccardo III. Il potere a pezzi sono stati inseriti nel circuito di Teatri di Pietra, con la direzione artistica di Aurelio Gatti, una rete culturale impegnata nella valorizzazione dei teatri antichi e del patrimonio monumentale attraverso lo spettacolo dal vivo. Riccardo III è andato inoltre in scena a Viterbo nell’ambito del Festival internazionale del teatro Quartieri dell’Arte, diretto da Gian Maria Cervo.

«Gli importanti risultati della tournée restituiscono il valore del nostro progetto – spiega il direttore artistico della compagnia Giuseppe Vignieri -, capace di mettere in relazione produzione teatrale, promozione del patrimonio culturale e pluralità dei linguaggi scenici attraverso una programmazione articolata, aperta a pubblici differenti e attenta al dialogo tra tradizione e contemporaneità. Aver fatto parte di due prestigiosi festival nazionali, teatri di pietra e quartieri d’arte, ci spinge e ci motiva a fare sempre meglio. Siamo solo all’inizio, ma carichi di energia».

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