I prezzi corrono, l’inflazione continua a farsi sentire e per molte famiglie siciliane la gestione del bilancio mensile è diventata complessa. Con stipendi e pensioni che nell’Isola registrano medie storicamente inferiori rispetto al resto del Paese (19 mila euro annui contro i 25 mila del Nord), la Cgil Sicilia accende i riflettori sul tema del carovita e chiede un cambio di passo nelle politiche economiche regionali e nazionali.
“Non si può rispondere a questa emergenza con interventi frammentati o bonus temporanei», ha spiegato il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, durante la conferenza stampa di presentazione della piattaforma di mobilitazione del sindacato. «Per riempire i carrelli della spesa e pagare le bollette servono misure strutturali a sostegno di lavoratori, pensionati e famiglie, capaci di generare un reale sviluppo sul territorio”.
La piattaforma della Cgil: l’utilizzo della Finanziaria e lo Statuto
Il sindacato ha esposto una serie di proposte concrete indirizzate al governo Schifani, guardando alla prossima manovra finanziaria che dovrebbe contare su risorse per circa 5 miliardi di euro. Secondo la Cgil, una parte significativa di questi fondi dovrebbe essere vincolata a interventi di natura sociale:
- Fondo contro il caro energia: Risorse stabili per supportare i nuclei familiari a basso reddito e contributi straordinari a favore dei lavoratori pendolari.
- Rimolodulazione del fisco regionale: Riduzione o azzeramento dell’addizionale regionali Irpef sotto la soglia Isee di 40 mila euro, insieme a ulteriori detrazioni per le fasce più deboli.
- Monitoraggio dei prezzi: Misure di contrasto alle speculazioni sui beni di prima necessità.
- Valorizzazione dello Statuto: Reperire ulteriori risorse fiscali facendo valere gli articoli 33 e 34 dello Statuto siciliano per le aziende energetiche e petrolifere che producono nell’Isola.
Le prossime tappe: la manifestazione a Roma e i nodi della mobilità
La mobilitazione del sindacato prevede diversi appuntamenti. Il primo sarà a Roma, il 17 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale “La Via Maestra”, promossa insieme a numerose realtà associative (tra cui Federconsumatori, Auser e Uisp) per chiedere riforme fiscali più eque e investimenti nei servizi pubblici essenziali come sanità e scuola.
Subito dopo, l’attenzione si sposerà sulle criticità infrastrutturali della Sicilia e sul dritto alla mobilità. Di fronte ai disagi della rete autostradale, caratterizzata da ampi cantieri e rallentamenti, e alla temporanea chiusura della tratta ferroviaria Catania-Siracusa, il sindacato ha annunciato una prima iniziativa per il 21 ottobre. Si tratterà di una mobilitazione lungo la Messina-Catania, con due carovane che si muoveranno dai rispettivi capoluoghi per incontrarsi nell’area di servizio di Calatabiano, chiedendo lo sblocco dei fondi per la messa in sicurezza.
Il punto di vista dei giovani e la situazione nei Comuni
Al centro del dibattito anche il mondo della scuola e dell’università. Giovanna Billitteri, coordinatrice di Udu Palermo, ha evidenziato le difficoltà legate al diritto allo studio e ha auspicato un maggiore e più tempestivo coinvolgimento delle associazioni giovanili nei processi decisionali della Regione.
Infine, l’analisi del sindacato ha toccato l’impatto dei costi a livello locale. Mario Ridulfo, segretario della Cgil di Palermo, ha analizzato l’andamento delle spese quotidiane nelle città: “Negli ultimi cinque anni il costo del carrello della spesa a Palermo è cresciuto in modo sensibile, a fronte di dinamiche salariali che non hanno mantenuto lo stesso passo. In un contesto in cui i cittadini si trovano a dover sostenere anche l’aumento di alcune imposte locali come la Tari, riteniamo che le istituzioni debbano mostrare maggiore sensibilità verso le fasce in difficoltà, evitando al contempo provvedimenti che aumentino i costi della politica, come l’adeguamento delle indennità degli amministratori locali”.






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