Lo zero termico supererà i 4.000 metri sull’Italia durante la fase di alta pressione prevista da giovedì 15 ottobre 2026. Anche intorno ai 1.500 metri le temperature massime potranno raggiungere 18-20°C, secondo le indicazioni di Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it.

Il tempo resterà prevalentemente soleggiato su tutta la Penisola, ma la stabilità potrebbe interrompersi nel fine settimana.

Da sabato sera una depressione in movimento sull’Europa potrebbe favorire le prime precipitazioni sulle Alpi piemontesi. Domenica 18 ottobre il peggioramento potrebbe interessare altre zone del Nord-Ovest e, per effetto dei venti meridionali, raggiungere anche Sardegna, Sicilia e Calabria.

La traiettoria della perturbazione rimane però incerta. Non è ancora possibile stabilire con precisione dove cadranno le piogge più abbondanti.

Zero termico oltre 4.000 metri: cosa succede in montagna

La caratteristica più evidente della fase meteorologica riguarda le temperature in quota.

Un vasto campo di alta pressione, alimentato da aria di origine subtropicale-marittima, si sta consolidando sull’Europa sud-occidentale.

Questa configurazione favorirà condizioni stabili e temperature elevate per il periodo soprattutto alle quote montane.

Secondo la previsione, lo zero termico salirà oltre i 4.000 metri, mentre intorno ai 1.500 metri potranno registrarsi massime prossime ai 18-20°C.

Lo zero termico indica la quota atmosferica alla quale la temperatura raggiunge gli 0°C. Non coincide necessariamente con il limite della neve al suolo, che dipende anche da altri fattori meteorologici.

Il valore previsto segnala la presenza di aria particolarmente mite in quota.

La nota non indica, invece, temperature massime specifiche per le principali città italiane. Non sarebbe quindi corretto trasferire automaticamente i 18-20°C previsti a 1.500 metri alle località di pianura.

L’alta pressione garantirà nel frattempo una prevalenza di sole anche sulle altre aree del Paese.

Giovedì 15 ottobre, sole su tutta l’Italia

La giornata di giovedì 15 ottobre sarà caratterizzata da condizioni atmosferiche stabili.

Al Nord sono previsti cieli ampiamente soleggiati, senza fenomeni di rilievo indicati nella nota.

Al Centro il cielo si manterrà sereno su tutti i settori.

Anche al Sud e sulle Isole prevarrà il sole, sebbene rimanga una ventilazione settentrionale ancora sostenuta in alcune zone.

I venti tenderanno progressivamente ad attenuarsi.

La stabilità atmosferica sarà quindi diffusa, con differenze legate soprattutto alla ventilazione residua.

La presenza dell’alta pressione non esclude, nei giorni successivi, la comparsa di fenomeni locali come nebbie e nubi basse.

Venerdì 16 ottobre, tornano nebbie e nubi basse in Pianura Padana

Per venerdì 16 ottobre è previsto un lieve cambiamento della circolazione nei bassi strati atmosferici.

L’ingresso di correnti orientali più umide potrà favorire la formazione di nebbie e nubi basse sulla Pianura Padana, soprattutto durante la notte e nelle prime ore del mattino.

Gli addensamenti dovrebbero diradarsi nelle ore centrali della giornata.

Sul resto del Nord prevarrà il sole.

Al Centro le condizioni rimarranno generalmente soleggiate.

Al Sud e sulle Isole sono attesi cieli in prevalenza sereni, con qualche addensamento locale tra Calabria e Sicilia.

Il cambiamento di venerdì non rappresenterà ancora l’arrivo della perturbazione prevista come possibile per il fine settimana.

Si tratterà soprattutto di una maggiore presenza di umidità nei bassi strati, capace di favorire fenomeni locali nelle ore più fresche.

Sabato 17 ottobre, le prime nubi arrivano da nord-ovest

Sabato 17 ottobre potrebbe iniziare una fase di transizione.

L’alta pressione continuerà a favorire condizioni soleggiate su gran parte dell’Italia, ma al Nord-Ovest è previsto un progressivo aumento della nuvolosità.

Secondo la previsione, dalla serata potrebbero verificarsi le prime precipitazioni sul settore alpino piemontese, in particolare sulle Alpi occidentali.

Il peggioramento non viene indicato come certo.

Al Centro dovrebbe proseguire il tempo soleggiato.

Anche al Sud e sulle Isole prevarrà il sole, con le prime velature e alcuni addensamenti tra Sicilia e Calabria.

La distribuzione delle nubi rifletterà l’avvicinamento di una circolazione depressionaria, la cui posizione effettiva sarà decisiva per l’evoluzione della domenica.

Perché la perturbazione potrebbe muoversi da est verso ovest

L’incertezza del fine settimana dipende dalla particolare disposizione delle strutture atmosferiche sull’Europa.

L’anticiclone delle Azzorre tenderà a estendersi verso nord, in direzione della Penisola Scandinava.

Questa configurazione potrebbe favorire la discesa verso sud di una depressione accompagnata da aria fredda in quota.

Il sistema dovrebbe poi spostarsi lentamente dall’Europa verso la Francia, seguendo una traiettoria da est verso ovest.

In meteorologia questo movimento viene definito moto retrogrado, perché procede in direzione opposta rispetto allo spostamento più frequente delle perturbazioni alle medie latitudini.

La depressione incontrerà inoltre due aree di alta pressione, una sull’Atlantico e l’altra sui Balcani.

La presenza di queste strutture potrebbe rallentarne il movimento e modificarne il percorso.

Proprio la posizione finale del minimo depressionario determinerà quali regioni italiane saranno maggiormente esposte alle precipitazioni.

Il comunicato segnala un elevato margine di incertezza previsionale per questa evoluzione.

Domenica 18 ottobre, dove potrebbero tornare le piogge

Se la depressione riuscisse ad avvicinarsi al territorio italiano secondo la traiettoria ipotizzata, domenica 18 ottobre potrebbe registrarsi un aumento dell’instabilità al Nord-Ovest.

Le precipitazioni potrebbero intensificarsi sulle regioni nord-occidentali rispetto ai primi fenomeni attesi sabato sera sulle Alpi piemontesi.

Contemporaneamente, l’attivazione di venti di Scirocco potrebbe richiamare aria umida verso alcune regioni meridionali e insulari.

In questa eventualità sarebbero possibili precipitazioni sulla Sardegna e sulla Sicilia, con successiva estensione alle aree ioniche della Calabria, al Messinese e al settore tirrenico del Reggino.

Si tratta di una distribuzione potenziale dei fenomeni, non di un peggioramento già confermato in tutte le località citate.

La previsione non consente ancora di quantificare con precisione gli accumuli di pioggia.

L’intensità e la localizzazione delle precipitazioni dipenderanno dall’effettivo percorso della depressione e dall’interazione con le aree di alta pressione circostanti.