Niente lezioni in presenza per un’altra decina di giorni e lo spettro dei doppi turni all’orizzonte. L’allarme Legionella all’Istituto Comprensivo “Publio Virgilio Marone – Tomaselli” di Palermo si trasforma in un lunghissimo calvario per oltre mille studenti e per le loro famiglie, piombate nel caos organizzativo. L’ultimo aggiornamento ufficiale firmato dalla dirigente scolastica certifica tempi lunghi e vincolati a protocolli rigidissimi: una nuova sanificazione degli impianti idrici comincerà oggi, 15 ottobre 2026. Ma per i nuovi campionamenti dell’Asp bisognerà attendere sette giorni, più altri 2 o 3 giorni per gli esiti. Nel frattempo, da lunedì 19 ottobre, i cancelli resteranno chiusi e l’istituto proverà a tamponare il blackout sul diritto allo studio attivando la Didattica a Distanza (Dad).

Un disservizio pesante che sta esasperando i genitori, costretti a reinventare la gestione quotidiana dei figli tra lavoro e assistenze.

Il piano per il rientro e l’incognita dei doppi turni

Il cronoprogramma per riportare i bambini in classe è serrato ma vincolato alla totale negatività dei test. La circolare della presidenza individua due scenari ben distinti per il prossimo futuro, a seconda di cosa emergerà dalle analisi dell’acqua:

  • Scenario A (Esiti favorevoli ovunque): Se i campionamenti risulteranno negativi sia per la Legionella che per i batteri coliformi in tutte le strutture, si procederà alla regolare riapertura simultanea di tutti i plessi.
  • Scenario B (Esiti parziali e turni pomeridiani): Qualora l’acqua tornasse potabile solo alla sede centrale della scuola Marone, mentre i plessi Tomaselli e Trinacria duvessero risultare ancora positivi, scatteranno immediatamente i doppi turni pomeridiani all’interno del plesso di via Valdemone, così come già deliberato dal Consiglio d’Istituto per non interrompere totalmente l’anno scolastico.

La psicosi nei quartieri e la rassicurazione di Amap

L’allerta ha ormai superato i confini delle mura scolastiche generando una vera e propria psicosi tra i residenti della zona dello stadio, spaventati dalla possibilità che l’infezione possa aver camminato lungo le condotte fino alle abitazioni private. Su questo fronte, l’Amap è intervenuta ufficialmente per fare chiarezza e spegnere il panico generale.

L’azienda acquedottistica di Palermo, tramite una nota ufficiale, ha tenuto a precisare che i controlli eseguiti sulla rete idrica principale hanno dato esito totalmente negativo, escludendo contaminazioni strutturali all’origine della distribuzione cittadina. Per andare incontro alla cittadinanza e arginare i timori legati agli impianti interni dei palazzi, i vertici di via Volturno hanno contemporaneamente lanciato una task-force straordinaria, offrendo interventi e campionamenti microbiologici gratuiti a carico dell’azienda nei condomini privati e negli uffici pubblici limitrofi in cui si dovessero segnalare casi accertati o fortemente sospetti.

Il quadro della contaminazione nei tre plessi

La gravità della situazione resta comunque impressa nei numeri emersi dai primi storici prelievi dell’Asp all’interno delle scuole, che hanno imposto il sigillo sanitario:

  • Plesso Trinacria (via Trinacria): Situazione record e di massimo allarme, con una concentrazione schizzata a 52.000 unità di Legionella.
  • Plesso Tomaselli (via Abruzzi): Valori pesanti che hanno toccato quota 1.800 unità.
  • Centrale Marone (via Valdemone): Presenza del batterio quantificata sopra le 100 unità.

I costi sociali ed economici

La dirigenza scolastica continua a chiedere alle famiglie di mantenere uno “spirito di collaborazione e fiducia nelle istituzioni”, raccomandando di monitorare esclusivamente i canali ufficiali del registro elettronico Argo per avere comunicazioni con almeno 24 ore di preavviso sulla reale ripartenza delle lezioni. Resta, però, un tema di costi sociali ed economici. I ragazzi non vanno a scuola già da oltre una settimana e c’è il rischio che la chiusura si protragga con conseguenze sul percorso didattico ma ci sono anche i costi che le famiglie sono costrette a sostenere per gestire i bambini e i ragazzi che dovrebbero essere a scuola. Costi che possono essere economici ed anche organizzativi e con ricadute su impegni lavorativi e familiari.