Hanno percorso il centro a Palermo migliaia di lavoratori e studenti insieme per dire basta a guerra e carovita. Anche Palermo partecipa allo sciopero generale indetto per oggi (venerdì 30 ottobre): il corteo è partito dal Politeama alle 9.

Tutti dietro allo striscione “Contro guerra e carovita blocchiamo tutti”. Il corteo ha occupato il centro città, attraversando via Ruggero Settimo, dirigendosi verso il Teatro Massimo, e oltre. Presenti lavoratori e studenti. Una dozzina le scuole occupate a Palermo, citate e ringraziate stamattina dall’organizzazione della protesta attraverso i megafoni. “Lanciata a bomba contro l’ingiustizia”, si legge in un cartello. “Stop a politiche razziste, Cpr, armi, accordi con Israele. Vogliamo fondi per istruzione, sanità, salario minimo”, in un altro. “Palestina libera”, gridano tutti. “Nè bombe nè carovita”, si legge su un grosso lenzuolo bianco sotto un cielo azzurro e un sole caldissimo qui a Palermo.

I motivi dello sciopero

A indire la mobilitazione è Usb Palermo, che chiama a raccolta categorie e generazioni contro le politiche del governo. Lo sciopero si inserisce in una giornata di protesta che – a detta degli organizzatori – avrà una dimensione internazionale: i lavoratori portuali incroceranno le braccia in cinque continenti per dire no alla guerra, al riarmo e al traffico di armi.

Usb denuncia una concentrazione crescente della ricchezza: il 10% delle famiglie più ricche si sarebbe appropriato di oltre il 60% della ricchezza netta nazionale, mentre al 50% più povero resterebbe il 7,2%. A questo si aggiungono, secondo i dati citati dalla stessa sigla, quasi 300 mila imprese chiuse nel solo 2025, 5,4 milioni di poveri, 3,2 milioni di precari e 2,5 milioni di lavoratori sottopagati.

Sul fronte dei salari, il sindacato sostiene che dal 2019 al 2025 le buste paga abbiano perso almeno il 10% di potere d’acquisto, definendo l’Italia “l’unico paese occidentale dove le buste paga valgono meno di trent’anni fa”. Critica è anche la situazione abitativa, con affitti medi a 990 euro al mese e case pubbliche ridotte al 2% del patrimonio. Sul fronte previdenziale, il comunicato segnala 4,5 milioni di pensionati sotto i 1.000 euro al mese.

Usb punta il dito contro il governo Meloni, accusandolo di “fingere di non vedere” e di moltiplicare “reati e restrizioni al diritto di manifestare”. “Non accettiamo che si criminalizzi la rabbia di chi non si sente ascoltato”, si legge nel testo. Il sindacato richiama anche le mobilitazioni dello scorso autunno e lancia un appello a studenti, agricoltori, autotrasportatori, pensionati e giovani delle periferie: “Il 30 ottobre riprendiamoci l’Italia”.

Come hanno detto Barbara Evola e Ramon La Torre, cosegretari di Rifondazione Comunista Palermo, “di fronte al grave peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari, la Federazione di Palermo del Partito della Rifondazione Comunista domani in piazza Politeama alle ore 9 al fianco dei sindacati di base, degli studenti e delle studentesse contro le politiche del governo Meloni responsabili del peggioramento diffuso delle condizioni di vita delle classi medie e popolari e contro la militarizzazione delle scuole”.

Che aggiungono: “È indispensabile la piena saldatura tra il mondo del lavoro e quello della formazione. Riteniamo, pertanto, necessario unire in un unico fronte le vertenze sui posti di lavoro; il diritto a scuole sicure; a una formazione critica accessibile a tutti e tutte; la battaglia contro il carovita; il diritto all’abitare; l’opposizione al riamo; il giusto compenso e l’innalzamento degli stipendi e dei salari”.

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