Nuova giornata di falsi allarmi bomba sui voli europei. Oggi, venerdì 6 novembre, le segnalazioni hanno coinvolto anche due aerei da e per l’Italia: un Wizz Air Praga-Roma fatto atterrare a Venezia e un Ryanair tra Roma e Lisbona, ispezionato nello scalo portoghese. Da lunedì i voli interessati sono circa 35. In nessun caso è stato trovato un ordigno. Chi ci sia dietro, però, resta da stabilire: la firma che compare in alcune mail non è una prova.
Allarmi bomba sui voli oggi: cosa è successo
Il primo allarme della mattina ha riguardato il volo Ryanair, atterrato intorno alle 8 all’aeroporto Humberto Delgado di Lisbona. La polizia portoghese ha ricevuto la segnalazione con una telefonata e ha avviato i controlli, riferisce Adnkronos citando Cnn Portugal. Secondo le fonti aeroportuali sentite dall’agenzia, la minaccia sul Praga-Roma è arrivata invece con una mail all’aeroporto di Praga. L’aereo è stato dirottato sul Marco Polo di Venezia, dove il traffico è rimasto sospeso per poco più di un’ora. I controlli si sono chiusi verso le 12.30, senza trovare nulla.
Il resto d’Europa non è andato meglio. A Praga la polizia ha ispezionato nove aerei, quattro in arrivo e cinque in partenza. In Francia ci sono state altre quattro minacce, mentre l’Ungheria ha fatto decollare per tre volte i caccia per scortare voli civili. Controlli anche a Copenaghen. In Irlanda sono stati evacuati gli uffici della tv pubblica RTÉ, dell’Irish Independent e della radio Newstalk, scrive Il Post.
Chi c’è dietro gli allarmi bomba
Alcune mail arrivate agli scali italiani erano firmate dai sedicenti “Combattenti dello Stato Maschile”. Il nome rimanda al movimento russo ultranazionalista e misogino Muzhskoye Gosudarstvo, fondato dal blogger Vladislav Pozdnyakov e messo al bando in Russia nel 2021. Il riferimento al movimento, però, non dimostra chi siano i responsabili, precisa Euronews: gli investigatori non hanno ancora attribuito con certezza le minacce.
Un account Telegram riconducibile al gruppo, interpellato dalla BBC, ha negato ogni coinvolgimento. «Quale Male State? Dove l’avete visto? Non esiste più da molti anni», ha risposto, secondo Lo Speciale.
Nel frattempo è circolata un’altra mail, inviata a diversi organi di informazione da chi si presenta come «uno dei leader del gruppo responsabile». Il testo, citato dal Financial Times e ripreso da Voce di Popolo, annuncia nuove azioni: «Questo è solo l’inizio. Quello che è successo questa settimana è soltanto una piccola parte di ciò che attende l’Europa nel prossimo futuro. Molto presto faremo esplodere i vostri aerei, le navi da crociera, le stazioni della metropolitane e i treni». L’autenticità e la provenienza del messaggio non sono state accertate.
Le indagini: Procura antimafia, Roma e Milano
Le indagini italiane sono coordinate dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha trasmesso le sue informative, e la Polizia postale sta cercando di individuare i mittenti delle mail. Secondo le prime ricostruzioni, alcuni messaggi sarebbero partiti da indirizzi compromessi o da servizi di posta che tutelano l’anonimato, come Proton Mail.
Ci sono già diversi fascicoli aperti:
- la Procura di Busto Arsizio indaga per procurato allarme, contro ignoti, sui due voli atterrati giovedì a Malpensa da Salonicco e da Porto;
- la Procura di Roma, guidata da Francesco Lo Voi, ha aperto un fascicolo per procurato allarme sui casi di Fiumicino, sempre contro ignoti;
- la Procura di Milano ha aperto un fascicolo sulle segnalazioni di Malpensa e Linate, per ora senza ipotesi di reato e senza indagati.
Tra le ipotesi c’è anche un collegamento con le mail che nei giorni scorsi avevano annunciato bombe in circa 280 scuole italiane.
Meloni, Crosetto e Tajani: cosa dice il governo
«Gli hacker e gli allarmi bomba sugli aerei chiaramente devono preoccupare», ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Fieracavalli, a Verona. «Non siamo in grado oggi di dire se siano tutti collegati, però ci dicono sicuramente tutti la stessa cosa: che oggi a essere sotto attacco sono infrastrutture civili».
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato che finora tutti gli allarmi si sono rivelati infondati. «È un esempio di come è facile comunque innescare problemi, innescare ansia e creare psicosi nei nostri Paesi», ha detto a margine del question time al Senato. Crosetto ha anche spiegato che il decollo dei caccia per scortare un aereo segnalato è una procedura ordinaria.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un’intervista a Quotidiano Nazionale, ha precisato che per gli allarmi bomba non ci sono ancora prove di una responsabilità di Mosca. «Sappiamo bene che Mosca non dichiarerà mai una guerra militare all’Europa. Ma sappiamo anche che tenterà di destabilizzare, creare panico e problemi alla vita quotidiana», ha aggiunto.
Volare in questi giorni: quanto è alto il rischio
Le minacce finora sono state tutte false, ma i disagi sono reali: deviazioni, ritardi e controlli supplementari. Gian Mario Pileri, presidente di Fiavet-Confcommercio, ha invitato a non alimentare il panico. «È normale che 25 allarmi bomba in un giorno siano una situazione che crea panico, soprattutto perché da anni non succedeva», ha osservato. Pileri ha ricordato che in Europa partono ogni giorno circa 35mila voli.
Per un nostro calcolo, 25 allarmi in un giorno corrispondono a meno di un volo ogni mille. Chi ha un volo nei prossimi giorni può seguire gli aggiornamenti della compagnia e dell’aeroporto. In caso di cambi di scalo, ha spiegato Pileri, le agenzie di viaggio possono assistere i passeggeri.
Cosa resta da chiarire
Tre punti diranno come evolve la vicenda: se gli investigatori riusciranno a risalire ai server e agli indirizzi da cui partono le mail; se le procure riuniranno i fascicoli in un’unica indagine; se la nuova mail che annuncia «una nuova ondata di attacchi» verrà ritenuta autentica.



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