Una vasta operazione congiunta tra l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato è scattata nel territorio della provincia di Catania. Il servizio straordinario di controllo, finalizzato al contrasto alle corse clandestine e alla tutela della sicurezza stradale, ha visto impegnati sul campo i militari della compagnia di Paternò, gli agenti del commissariato di Adrano e il personale della squadra mobile della questura etnea. I controlli hanno permesso di intercettare i preparativi di una gara abusiva e di procedere al sequestro degli animali impiegati.

L’attenzione degli investigatori si è concentrata inizialmente nell’area di Paternò, dove è stato rilevato un insolito assembramento di  numerosi veicoli, in particolare ciclomotori e motocicli con a bordo molti giovani. Considerato l’orario e le circostanze, le forze dell’ordine hanno presidiato le arterie stradali solitamente utilizzate come piste per i blocchi di partenza. Nel corso di questo primo intervento sono state identificate 53 persone e sottoposti a verifica 29 veicoli, con la contestazione di svariate violazioni al Codice della Strada. Tra i soggetti fermati anche un uomo che conduceva un cavallo a passeggio, risultato comunque non equipaggiato per una competizione.

Il blitz sulla strada provinciale e il raduno nel bar

La svolta dell’operazione è avvenuta nel territorio di Adrano, dove una pattuglia del Commissariato locale è stata attratta dal suono insistente di numerosi clacson provenienti dalla strada provinciale 122, in contrada Mandropero. Gli agenti si sono trovati di fronte a decine di persone radunate per assistere a una corsa imminente, con tre cavalli già completamente bardati per la gara. Data la massiccia presenza di spettatori, i poliziotti hanno richiesto l’intervento urgente dei rinforzi, coordinandosi con gli altri equipaggi dei carabinieri e della polizia di Stato presenti in zona.

L’azione tempestiva dei reparti ha permesso di circondare l’area, bloccando due dei tre equidi prima che potessero partire e identificando gran parte degli astanti, compresi i proprietari degli animali. I controlli sono stati estesi a un vicino esercizio pubblico, dove le pattuglie hanno intercettato un altro gruppo composto da circa trenta persone. Il raduno all’interno del bar, giudicato del tutto anomalo per l’ora e per il luogo isolato, è stato ritenuto strettamente collegato all’organizzazione dell’evento clandestino.

Sequestri e maxi sanzioni per i proprietari

Una volta messi in sicurezza gli animali e identificati i responsabili, è intervenuto il personale medico del settore veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania, proveniente dal Dipartimento di prevenzione del Distretto di Paternò. Gli accertamenti specialistici eseguiti sugli esemplari hanno fatto emergere gravi irregolarità di natura amministrativa e sanitaria. Entrambi i cavalli bloccati erano infatti privi del microchip identificativo obbligatorio e della profilassi vaccinale prevista dalla legge.

Ulteriori verifiche hanno inoltre dimostrato che i cavalli venivano custoditi in strutture prive del codice aziendale. Alla luce delle violazioni riscontrate, le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro amministrativo dei due animali, che sono stati successivamente trasferiti e affidati a un maneggio autorizzato. Nei confronti dei proprietari sono scattate sanzioni di circa 6.500 euro per ciascun responsabile.

Plauso degli animalisti

Desidero esprimere il mio sincero ringraziamento alla Questura di Catania, al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano e all’Arma dei Carabinieri per il brillante intervento che domenica scorsa, alle prime ore del mattino, ha consentito di prevenire e contrastare alcune probabili corse clandestine di cavalli tra i territori di Paternò e Adrano. Nei giorni precedenti avevo infatti trasmesso alle autorità competenti una dettagliata segnalazione, ricevuta da una mia fonte, relativa al concreto rischio che si svolgessero gare illegali nella zona. Sono stato in constante contatto telefonico con il Capitano Savo, Comandante dei Carabinieri della Compagnia di Paternò, fornendo ogni elemento utile.

Le forze dell’ordine hanno immediatamente raccolto il mio appello, predisponendo un articolato ed immediato servizio di controllo che ha portato all’identificazione di 53 persone e 29 veicoli, oltre al sequestro di due cavalli.

Questo risultato dimostra come la collaborazione tra cittadini ed istituzioni possa rappresentare uno strumento fondamentale nella lotta contro la criminalità e contro ogni forma di sfruttamento degli animali.

Le corse clandestine non sono folklore né tradizione: sono un fenomeno criminale che alimenta interessi illeciti, mette in pericolo la sicurezza pubblica e condanna gli animali a sofferenze inaccettabili.

Per questo continuerò, nonostante l’alto rischio per la mia incolumità dovuta all’alta esposizione pubblica, continuerò a segnalare ogni notizia utile alle autorità competenti e a sostenere senza esitazione il lavoro di tutte quelle donne e quegli uomini in divisa che ogni giorno operano per difendere la legalità.

Lo comunica in una nota Enrico Rizzi, attivista per i diritti degli animali.