Un pericoloso inseguimento ad alta velocità lungo la strada statale 417, nel territorio di Ramacca, si è concluso con l’arresto di un trentaseienne di Palagonia e il sequestro di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Palagonia intorno alle 19, quando i militari hanno intercettato un’Alfa Romeo Giulietta che sfrecciava tra il traffico mettendo a rischio l’incolumità degli altri automobilisti. Nonostante l’alt intimato con sirene e lampeggianti, il conducente ha accelerato bruscamente nel tentativo di seminare la pattuglia.

La fuga sconsiderata dell’uomo è terminata solo grazie al coordinamento della centrale operativa, che ha inviato rinforzi sul posto permettendo a una seconda gazzella di sbarrare la strada al fuggitivo. Una volta bloccato il mezzo, i carabinieri hanno proceduto alla perquisizione dell’abitacolo, scoprendo rapidamente le ragioni del tentativo di defilarsi. All’interno dell’auto sono state rinvenute tre buste di plastica sottovuoto contenenti quasi 3,5 chilogrammi di marijuana e un ulteriore involucro con quaranta panetti di hashish, per un peso complessivo di 4 chilogrammi.

Gli accertamenti sulla vettura hanno rivelato un ulteriore dettaglio illecito: l’Alfa Romeo Giulietta era risultata rubata lo scorso gennaio a Lentini, in provincia di Siracusa, ai danni di una giovane di vent’anni. La proprietaria, informata del ritrovamento, ha espresso profonda gratitudine ai militari per la restituzione del veicolo. Dalle verifiche sulla banca dati delle forze di polizia è emerso inoltre che il trentaseienne era stato scarcerato soltanto una settimana prima dell’arresto, dopo aver scontato una pena per reati specifici legati al mondo della droga.

L’uomo è stato arrestato in flagranza con le accuse di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. L’autorità giudiziaria, dopo aver convalidato il provvedimento, ha emesso una misura cautelare a carico dell’indagato, disponendo per lui il regime degli arresti domiciliari. Resta inteso che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità penale del soggetto sarà accertata solo in sede giurisdizionale.