Nell’ambito del progetto laboratoriale, “I nostri partigiani”, proposto dall’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) sezione Giarre-Riposto, accolto dall’ I.i.s “Leonardo” di Giarre, finalizzato a scoprire le storie dei partigiani del nostro territorio, attraverso la ricerca di documenti e fonti per ricostruire il profilo di questi testimoni di libertà e restituirli alla memoria della collettività, martedì, 24 febbraio, alle 10, nell’aula magna dell’I.i.s “Leonardo”, sede centrale, si terrà l’ incontro con Marinella Fiume, dedicato al libro “Le ciociare di Capizzi”, incentrato sui racconti delle donne siciliane, stuprate durante la Seconda guerra mondiale.
A dialogare con l’autrice e con gli studenti, la docente Gabriella Gullotta. Tra memoria storica, identità femminile e riscatto civile, “Le ciociare di Capizzi” è una delle opere più intense di Marinella Fiume, scrittrice e saggista siciliana da sempre impegnata nella valorizzazione della cultura delle donne. In questo libro, la professoressa Fiume riporta alla luce una pagina poco conosciuta della storia italiana, restituendo voce e dignità alle donne di Capizzi che, durante la Seconda guerra mondiale, furono vittime delle violenze note come “marocchinate”. Nel libro, l’autrice intreccia documenti d’archivio, testimonianze orali e riflessione storica. Il suo lavoro non è soltanto un’indagine sul passato, ma un atto di giustizia simbolica. Le “ciociare”, termine che richiama le donne contadine e che rimanda anche all’immaginario reso celebre dal romanzo “La Ciociara” di Alberto Moravia, diventano qui protagoniste di una storia autonoma e siciliana.
Le donne di Capizzi non sono descritte solo come vittime, ma come soggetti capaci di resistere, di proteggere le proprie famiglie, di ricostruire legami e senso di comunità. La scrittura di Marinella Fiume è partecipe, ma rigorosa, empatica, ma sorretta da un solido impianto storico.
Uno dei temi centrali dell’opera è il rapporto tra memoria e identità. Raccontare queste vicende significa rompere un tabù e restituire alle donne uno spazio nella storia collettiva. La memoria diventa così strumento di consapevolezza e di emancipazione.
Attraverso la scrittura, l’autrice compie un gesto politico: riconoscere il dolore, denunciarne le cause, impedire che venga dimenticato. “Le ciociare di Capizzi” è un testo che unisce storia locale e dimensione universale. Parla di un piccolo paese siciliano, ma affronta temi che riguardano tutte le guerre e tutte le donne: violenza, silenzio, stigma, resilienza.
Con questo libro, Marinella Fiume conferma il suo impegno a ricostruire una memoria condivisa più giusta e inclusiva. È un’opera che invita a riflettere sul passato per comprendere meglio il presente, ricordandoci che la storia non è fatta solo di battaglie e trattati, ma anche di vite spezzate e di coraggi silenziosi.
A coordinare l’iniziativa, accolta favorevolmente dalla dirigente scolastica Tiziana D’ Anna, le docenti coordinatrici dei dipartimenti di Storia-Filosofia e di Lettere: Pina Borzì e Gabriella Gullotta. La professoressa Gabriella Gullotta ha il duplice ruolo di docente coordinatrice del dipartimento di Lettere dell’I.i.s “Leonardo” e di presidente della sezione di Giarre e Riposto dell’Anpi.
Luogo: IIS LEONARDO , VIA VENETO , 1, GIARRE, CATANIA, SICILIA


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