I sindacati di Amat, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Cobas Trasporti, Faisa Cisal, Ugl e Orsa hanno richiesto un incontro urgentissimo al sindaco di Palermo ai capi gruppo e al presidente del consiglio comunale, unitamente alla governance di Amat, denunciando “una situazione ormai non più tollerabile”. “Da anni tutto cambia per non cambiare nulla, l’amministrazione comunale continua a mantenere un atteggiamento di totale chiusura, bloccando ogni possibilità di investimento su personale e sviluppo, mentre il servizio di trasporto pubblico locale sprofonda in una crisi sempre più evidente”. Gravissima, secondo i sindacati, la vicenda del piano industriale, mai realmente approvato, la Giunta ne ha preso solamente atto, oggi il piano è da rifare tant’è che sarà affidato ad una società di consulenza per l’aggiornamento dello stesso con ulteriori sprechi di risorse pubbliche. “A ciò si aggiunge l’assenza ingiustificata del contratto di servizio strumento necessario per la prosecuzione aziendale atteso entro il primo trimestre del 2024 e ad oggi ancora inesistente dopo ripetuti rinvii”. “È inaccettabile – dichiarano Antonio Ciriminna Filt Cgil ,Davide Traina Fit Cisl, Alfredo Montalto Uiltrasporti, Carlo Cataldi Cobas Trasporti, Fabio Danesvalle Faisa Cisal , Corrado Di Maria Ugl , Giuseppe Taormina Orsa – che i cittadini e lavoratori continuino a pagare il prezzo dell’incapacità politica e gestionale. Il servizio è insufficiente, disorganico e inadeguato, con intere periferie lasciate nell’isolamento”. I Sindacati puntano il dito “contro una gestione fatta di annunci e proclami irrealistici, lontani anni luce dalla quotidianità di un servizio che non riesce a garantire né continuità né efficienza”. Per questo chiedono con forza: un’immediata revisione del Programma di Esercizio adeguato alla reale forza; piano industriale e contratto di servizio; un piano concreto sul fabbisogno reale di personale. Forte preoccupazione anche per le indiscrezioni relative alla possibile esternalizzazione del controllo delle zone blu, scelta, dicono i sindacati “che rischia di penalizzare ulteriormente i lavoratori e indebolire l’azienda pubblica che tale deve restare. Non accetteremo mancati confronti – concludono i sindacati –. Se non arriveranno risposte immediate, attiveremo tutte le forme di mobilitazione previste dalla legge , per difendere i lavoratori, e il diritto dei cittadini a un trasporto pubblico efficiente e dignitoso”.
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