Palermo 20 maggio 2026 – Orari ridotti, difficoltà di accesso agli spazi, problemi di capienza e criticità nei servizi di prestito librario: le biblioteche universitarie di Palermo sono in grande sofferenza. La Flc Cgil Palermo esprime forte preoccupazione e conferma il disagio che si registra non solo tra gli utenti che protestano, come racconta oggi Repubblica Palermo, ma anche tra gli operatori in servizio nelle biblioteche dell’Università degli Studi di Palermo, penalizzati dal blocco del turnover: molti bibliotecari sono andati in pensione senza essere sostituiti.
“Queste disfunzioni non possono essere considerate episodiche. Rappresentano, invece, il segnale evidente di una condizione organizzativa che rischia di compromettere la qualità dei servizi essenziali rivolti a studenti, docenti, ricercatori e all’intera comunità accademica. Le biblioteche universitarie — dichiara Fabio Cirino, segretario generale della Flc Cgil Palermo — sono presìdi fondamentali di studio, ricerca, inclusione e diritto allo studio. In un Ateneo che opera nella quinta città d’Italia, non è accettabile che servizi così importanti vengano ridimensionati a causa della carenza di personale. Non si può chiedere al personale in servizio di sopperire strutturalmente, con sacrifici continui, a vuoti di organico e a criticità organizzative che richiedono invece scelte chiare e investimenti adeguati”.
Con il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri, la Flc Cgil Palermo ha chiesto una settimana fa un incontro urgente sulle criticità del Policlinico “Paolo Giaccone”. Al centro del confronto, la richiesta già avanzata di piena trasparenza sulla dotazione organica, sull’allocazione del personale nei vari reparti e servizi e sulle ultime procedure concorsuali espletate: “Tutto il personale degli uffici dell’Ateneo, come anche i medici e infermieri del Policlinico, è sottoposto a carichi sempre più pesanti e l’utenza riceve servizi non pienamente all’altezza dei bisogni di una grande Università pubblica”.
Tra le proposte che farà la Flc Cgil, la necessità di ripensare all’organizzazione di biblioteche più al passo con i tempi: con spazi più ampi e accoglienti, con un numero adeguato di postazioni informatiche per permettere agli studenti di consultare le risorse digitali. E per migliorare l’accessibilità al patrimonio, sarebbe opportuno introdurre scaffali aperti e sistemi di auto-prestito con porte anti taccheggio, in modo da consentire agli studenti di prendere autonomamente i libri in prestito.
Una riorganizzazione di questo tipo – osserva la Flc Cgil – permetterebbe di valorizzare il ruolo dei bibliotecari, concentrandoli su attività di alto profilo come il servizio di reference. In questo modo potrebbero affiancare gli studenti nella ricerca, orientarli nello studio e ridurre i tempi dispersi nella consultazione, supportandoli in modo più efficace nel loro percorso formativo.
“Non si tratta di rivendicazioni astratte — conclude Cirino — ma di questioni che incidono ogni giorno sulla qualità del lavoro, sulla funzionalità dei servizi e sui diritti di chi studia, lavora, si cura e opera dentro l’Università e il Policlinico. Per questo chiediamo all’Ateneo un confronto vero, dati chiari e scelte conseguenti. Continueremo a rivendicare investimenti sul personale, trasparenza organizzativa e servizi pubblici all’altezza del ruolo che l’Università di Palermo deve svolgere nella città e nel territorio”.
Auspichiamo un sereno confronto, l’amministrazione universitaria si è sempre mostrata sensibile ai temi del reclutamento e del precariato”.
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