A chi punta il dito sugli autisti, i sindacati rispondono mostrando i conti. Nel mirino c’è la gestione dell’AMAT Palermo: secondo le organizzazioni sindacali, le inefficienze del servizio non nascono nelle cabine di guida, ma nei piani alti dell’azienda.

Per il Programma di Esercizio Gommato 2026, approvato dal Comune di Palermo, servirebbero 713 Operatori di Esercizio. Quelli effettivamente disponibili in linea oggi sono 514, quasi duecento in meno. Il divario non è una svista: è una scelta gestionale che si traduce quotidianamente in corse saltate, turni impossibili e ferie negate.


Il dato è impietoso: con l’organico attuale si riescono a garantire 145 vetture nel servizio diurno e 15 in quello notturno, a fronte delle 205 diurne e 15 notturne previste dal programma invernale.

A pagare il prezzo di questa pianificazione al ribasso sono i lavoratori: le ferie vengono sistematicamente rifiutate, anche quando richieste con oltre sessanta giorni di anticipo. Un problema che non è solo di equità contrattuale, ma anche di bilancio: nel solo 2024 sono rimaste a debito più di mille giornate di ferie non godute dagli Operatori di Esercizio, un passivo che finisce dritto nel conto Profitti e Perdite dell’azienda.


Le medie nazionali parlano chiaro: nelle principali aziende di trasporto italiano, l’indisponibilità del personale per qualsiasi motivo si attesta tra il 10 e il 13%. Amat calcola il 4% per malattia o infortunio e il 7% per tutele contrattuali e di legge, percentuali in linea con il settore. La differenza, sottolineano i sindacati, è che altrove a quelle stime corrispondono le assunzioni. A Palermo, no.

La richiesta delle OO.SS. è netta: prima di evocare negligenze tra i dipendenti, occorre interrogarsi su chi abbia costruito un programma di servizio senza dotarlo delle risorse umane necessarie, e su chi non abbia trasmesso ai vertici aziendali il reale fabbisogno di personale.


Capitolo a parte riguarda gli autisti temporaneamente o definitivamente inidonei alla guida: la loro idoneità è certificata per legge dalla Direzione Sanitaria delle Ferrovie dello Stato. Ogni interferenza esterna su tale processo, avvertono i sindacati, sarebbe fuori luogo. Cosa diversa è l’assegnazione di questi, ai servizi interni all’azienda diversi dalla guida, dove qualcuno fuori dall’azienda, potrebbe interferire con pressioni su chi deve decidere l’assegnazione.

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