Prende il via “Tradizionario. Archivi viventi delle periferie”, il nuovo progetto di Areasud dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale e delle tradizioni popolari come strumenti di dialogo, partecipazione e rigenerazione culturale delle periferie.
Il primo appuntamento, ad ingresso gratuito, è in programma giovedì 31 luglio, alle ore 19.30, presso la Parrocchia San Pio X di Catania, con lo spettacolo “Ruggero e Marfisa. Il duello dei due destini”, scritto dal drammaturgo e scenografo Antonino Viola e coprodotto con la Compagnia Teatrale Thalìa.
Ispirato all’epica cavalleresca dell’Opera dei Pupi, lo spettacolo racconta la storia di Ruggero e Marfisa, valorosi guerrieri che, dopo innumerevoli battaglie e avventure, scoprono di essere fratelli gemelli. Una rivelazione destinata a cambiare il loro cammino, conducendoli verso un percorso di riconciliazione e di conversione alla fede cristiana.
La rappresentazione si distingue per una particolare messa in scena “a vista”, che consente agli spettatori di osservare contemporaneamente i pupi e gli artisti che li animano. Una scelta registica che rende evidente il lavoro artigianale e performativo dell’Opera dei Pupi, trasformando la tradizione in un linguaggio vivo e contemporaneo, capace di coinvolgere il pubblico in un’esperienza immersiva. Attraverso un racconto che affonda le proprie radici nella tradizione siciliana, lo spettacolo propone una riflessione su temi di grande attualità, quali il dialogo tra culture, il rispetto reciproco e il ruolo della donna, confermando come il patrimonio culturale possa diventare uno strumento di lettura del presente.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Catania nell’ambito del progetto “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini 2026”, finanziato a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Catania.
Con “Tradizionario. Archivi viventi delle periferie”, Areasud avvia un percorso che intende raccogliere, custodire e reinterpretare le memorie e le pratiche culturali dei territori periferici, trasformandole in occasioni di incontro, partecipazione e produzione culturale condivisa.
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