“Le ferite inferte dal Ciclone Harry al nostro litorale ionico, da Messina a Letojanni, fino a lambire l’area di Taormina, sono l’ennesimo grido d’allarme di un territorio che non può più attendere.” Lo dichiara l’On. Giovanni Currò, già Vicepresidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati (XVIII Legislatura – M5S) di Itala (ME).
“Le testimonianze delle mareggiate che hanno devastato i lungomari e messo in ginocchio infrastrutture e attività commerciali destano profonda apprensione. Esprimo la mia vicinanza ai Sindaci e alle comunità che in queste ore stanno affrontando l’emergenza, senza luce e acqua in diversi comuni, e con voragini che minacciano la pubblica incolumità. È urgente che lo Stato e la Regione intervengano non solo con lo stato di calamità, ma con un piano di protezione costiera adeguato alla violenza di questi nuovi fenomeni climatici, che ormai si ripetono ogni anno.”
L’On. Currò entra poi nel merito della gestione delle grandi opere nel comprensorio: “In questo scenario di estrema fragilità, è fondamentale che il progetto del raddoppio ferroviario Messina-Catania, opera strategica finanziata con i fondi del PNRR portati dal governo di Giuseppe Conte, sia accompagnato da tutte le misure di sicurezza necessarie. Mi riferisco in particolare alle rampe tecniche di accesso all’autostrada A18.”
“Queste rampe non sono opere accessorie, ma infrastrutture anche di protezione civile: servono a deviare immediatamente i mezzi pesanti dei cantieri fuori dai centri abitati e dai lungomari già pesantemente danneggiati dal Ciclone Harry. Consentire il passaggio di centinaia di tir pesanti sulla viabilità ordinaria e sulla SS114, mentre il mare erode le fondamenta delle strade, è un rischio che non possiamo permetterci. Ogni giorno perso nella realizzazione di questi accessi tecnici è un’opportunità persa di alleggerire la pressione su una costa ormai stremata.”
“Il raddoppio ferroviario deve essere un’opportunità di rilancio, non un aggravio per la sicurezza dei cittadini. Chiedo un impegno corale affinché la tutela del territorio e la logistica di cantiere viaggino alla stessa velocità: la messa in sicurezza della Riviera Jonica deve restare la priorità assoluta.” conclude Currò.
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