L’imprenditore Claudio Miceli è stato confermato presidente della Confesercenti dell’area metropolitana di Catania, nel corso dell’assembla elettiva che si è svolta ieri pomeriggio nella sede catanese della camera di Commercio del Sud Est Sicilia. Eletto all’unanimità dai delegati presenti, Claudio Miceli, già presidente regionale di Fismo Sicilia Confesercenti, proseguirà il suo mandato per i prossimi quattro anni. Sessantotto anni di Zafferana Etna, (CT) da oltre 35 anni è nel settore della moda di lusso, oggi è un rinomato multibrand di abbigliamento e accessori di alta moda con diversi punti vendita aperti in tutta l’isola.
“Le nostre imprese non sono solo economia – ha esordito Miceli– sono reti di prossimità, presidi sociali, luoghi di lavoro e relazioni quotidiane. Dove resistono o si rigenerano, i quartieri restano vivi. Dobbiamo guardare in faccia la desertificazione commerciale: non è solo chiusura di vetrine, è perdita di infrastruttura sociale”.
L’assemblea, partecipata da rappresentanti istituzionali, del mondo universitario, bancario e delle imprese, ha provveduto al rinnovo degli organi statutari dell’associazione eleggendo oltre al presidente, la presidenza e gli altri organismi previsti dallo statuto, condividendo poi unanimemente la candidatura di Vittorio Messina alla presidenza regionale di Confesercenti Sicilia.
“Confesercenti deve continuare ad essere una casa aperta alle imprese, ai giovani e ai territori – ha dichiarato Claudio Miceli –. La riconferma unanime rappresenta un’assunzione di responsabilità collettiva per rafforzare il tessuto economico della città metropolitana e accompagnare le imprese nelle grandi trasformazioni in atto”.
“Catania e la Sicilia hanno bisogno di una rappresentanza forte e autorevole – ha affermato Vittorio Messina –. Il commercio, il turismo e i servizi sono leve decisive per la crescita economica e per la coesione sociale. Serve una visione che metta al centro imprese, lavoro e qualità urbana”.
Nel corso dei saluti istituzionali, il prefetto di Catania Pietro Signoriello ha evidenziato “il valore delle associazioni di categoria come presidio di legalità e coesione sociale”, mentre il vicario del questore, Giuseppe Anzalone ha sottolineato il contributo che i negozi di vicinato danno alla vivibilità e alla sicurezza dei centri storici. Il commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Antonio Belcuore, ha ribadito la necessità di “rafforzare il rapporto tra sistema camerale e imprese per sostenere innovazione e competitività. Il fondamentale collegamento tra mondo accademico, ricerca e sistema produttivo locale è stato infine evidenziato dal rettore Enrico Foti:” Il nostro obiettivo – ha detto – è non lasciare che i giovani vadano via da questa straordinaria terra”.
Ad aprire i lavori è stato il direttore di Confesercenti Catania Francesco Costantino: “L’associazione deve essere sempre più punto di riferimento concreto per le imprese, capace di costruire reti e progettualità utili allo sviluppo del territorio”. Gli adempimenti assembleari sono stati preceduti dalla tavola rotonda sul tema “Prospettive e sfide per il territorio di Catania”. La giornalista Letizia Carrara, che ha moderato il confronto, ha sottolineato “l’importanza del dialogo tra istituzioni, imprese e società civile per costruire una nuova idea di città”.
Sono intervenuti: Luigi Scrofani, professore ordinario di Geografia Urbana e direttore del Centro ProGeo, che ha evidenziato come “il commercio rappresenti un elemento decisivo nella costruzione dell’identità urbana e della vivibilità delle città”, mentre il direttore regionale di Crédit Agricole Italia per la Sicilia Filippo Corsaro e la responsabile servizi e consulenza finanziaria alle imprese di IRFIS FinSicilia Roberta Judica hanno rimarcato “la necessità di accompagnare le imprese nei processi di innovazione e sostenibilità attraverso strumenti finanziari adeguati”.
Quando si parla di rigenerazione urbana non si fa solo riferimento alla ristrutturazione di facciate e piazze – ha detto poi il prof Scrofani –– ma all’anima di un quartiere”. “E Come sarebbe bello – Miceli ha concluso cosi la sua relazione – se nei quattro anni che verranno, potessimo avviare un iter di trasformazione della zona di via Domenico Tempio, dove oggi insistono fin troppi edifici abbandonati, vere “bombe sociali” di degrado e illeciti di ogni tipo.
Sappiamo che esistono diversi progetti, vecchi e nuovi, per esempio, quello che riguarda il recupero dell’Ex Mercato Ittico (La”Gabella”); ma ciò che vorremmo è far rivivere, con una programmazione condivisa, regole chiare, investimenti mirati, tutti quei luoghi fantasma, perché possano ridisegnare il volto un quartiere artigianale, punto di aggregazione e di alta formazione professionale; una sorta di scuola-bottega a cielo aperto, dove si possano ritrovare le nuove generazioni di studenti degli istituti professionali che vogliano imparare un “mestiere” dall’orafo al sarto, dal falegname al meccanico. “La città rinasce dal commercio se mettiamo il commercio nelle condizioni di innovare senza essere espulso– ha concluso Claudio Miceli– Se il centro storico resta vivo e plurale. Se sicurezza e legalità sono parte integrante della politica urbana. Se il turismo genera valore diffuso. Se la pubblica amministrazione diventa alleata delle imprese e non ostacolo. Noi siamo pronti a fare la nostra parte: a proporre, a collaborare”.

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