Il presidente di Confimprese Palermo Giovanni Felice ha scritto al Sindaco del Comune di Palermo Roberto Lagalla, all’ Assessore alle Attività Produttive Giuliano Forzinetti, al Presidente della VI Commissione Consiliare Ottavio Zacco, al Segretario Generale Raimondo Liotta e al Direttore Generale Eugenio Ceglia.

La lettera trae origine da una richiesta di integrazione dei diritti di istruttoria formulata nell’ambito di una pratica SUAP nei confronti di un esercente, con la quale si chiedeva il pagamento aggiuntivo per altra documentazione necessaria all’espletamento della pratica.

“L’obiettivo non è contestare il singolo importo richiesto – spiega Giovanni Felice – ma sottoporre all’attenzione dell’amministrazione una questione di principio e di legittimità che investe il funzionamento dello Sportello Unico per le Attività Produttive e la coerenza tra la disciplina della SCIA unica e la concreta applicazione del tariffario comunale.


Abbiamo accolto con favore la revisione del tariffario SUAP – continua Felice – revisione presentata come un intervento volto a semplificare il rapporto tra Pubblica Amministrazione e sistema produttivo, introducendo criteri di equità, trasparenza e proporzionalità. Abbiamo ritenuto che le nuove voci inserite rappresentassero un servizio aggiuntivo nella logica che il SUAP deve essere l’unico riferimento amministrativo delle imprese”.

Ma quali sono le premesse? “Il SUAP nasce per concentrare in un unico procedimento amministrativo tutti gli adempimenti necessari all’avvio di un’attività economica. L’impresa presenta una sola pratica ad un unico interlocutore; è il SUAP che coordina il procedimento, trasmette gli allegati agli enti competenti, acquisisce i riscontri e gestisce i rapporti con le amministrazioni coinvolte.


La verifica della documentazione, la verifica dei requisiti, la trasmissione della notifica sanitaria all’ASP, l’inoltro delle comunicazioni eventualmente previste ad altre amministrazioni, le richieste di integrazione e gli ulteriori adempimenti istruttori costituiscono fasi del medesimo procedimento amministrativo e rappresentano il contenuto dell’istruttoria affidata al SUAP”.

Da tale impostazione discende una precisa conseguenza: “Il diritto di istruttoria previsto per la SCIA remunera l’istruttoria dell’intero procedimento amministrativo. Tale istruttoria comprende tutte le attività che il SUAP è tenuto a svolgere per la gestione della pratica, dalla verifica della documentazione alla trasmissione degli allegati agli enti competenti, fino all’acquisizione dei riscontri e agli ulteriori adempimenti istruttori.

Una volta individuato il procedimento amministrativo ed applicato il relativo diritto di istruttoria, non appare legittimo assoggettare ad ulteriori diritti singole attività che costituiscono parte integrante dell’istruttoria della medesima SCIA”.


Sempre secondo Confimprese, “La semplificazione amministrativa, prevista dal legislatore, non consiste soltanto nel consentire la presentazione di un’unica pratica. Essa implica anche che l’impresa possa conoscere, fin dall’avvio del procedimento, il costo complessivo necessario per la sua definizione.

L’impresa che individua sul portale una determinata SCIA deve poter conoscere immediatamente il costo complessivo necessario per l’avvio di quel procedimento. Altrimenti, si determina un aggravio economico che si manifesta progressivamente durante l’istruttoria e introduce costi che non risultano immediatamente conoscibili al momento della scelta del procedimento.

La trasparenza del costo del procedimento, invece, costituisce un elemento essenziale del rapporto di fiducia tra Pubblica Amministrazione e imprese”.

A questo punto, il presidente di Confimprese Palermo chiede ai vertici dell’amministrazione comunale di valutare la sua richiesta “con lo stesso spirito che ha ispirato la revisione del tariffario SUAP e cioè costruire un sistema sempre più semplice, trasparente e coerente con i principi che hanno portato il legislatore ad istituire lo Sportello Unico per le Attività Produttive”.

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