Cure palliative: c’è un nodo cruciale, tra gli altri, da sciogliere, ovvero quello della tempistica. Idealmente dovrebbero essere attivate in una fase precoce della malattia per garantire una gestione qualitativa; nella realtà ancora oggi le cure palliative vengono troppo spesso attivate nelle fasi più vicine alla fine della vita. C’è un problema di consapevolezza, un problema strutturale, una questione sistemica? Forse entrano in gioco tutte queste motivazioni, malgrado la legge 38 del 15 marzo del 2010 garantisca il diritto di accesso alle cure palliative indistintamente. Un accesso ancora oggi invece garantito a macchia di leopardo e spesso soltanto nel percorso finale della malattia.
Da tutte queste premesse prende il via l’incontro dal titolo “Cure palliative: il diritto incompiuto” che si terrà sabato 11 aprile a Canicattì (Ag) presso l’aula riunioni “Barone Lombardo”. Evento realizzato con il contributo non condizionante della SAMOT, ente del Terzo settore pioniere delle cure palliative in Sicilia. Un momento di confronto con i medici di medicina generale e gli specialisti ospedalieri, aperto al pubblico. Due sessioni, dalle ore 9 alle 14, durante le quali si spazierà dal contesto attuale delle cure palliative in Sicilia alle criticità del sistema, dal tema delle reti ai vuoti applicativi, e poi ancora il tema, poco noto, della cosiddetta simultaneous care, modalità di approccio che introduce le cure palliative prima delle fasi più avanzate della malattia permettendo così di affiancarle alle terapie attive.
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