Tra Assisi e Nocera Umbra, nei luoghi segnati dal messaggio universale di san Francesco, la legalità ha incontrato il linguaggio della bellezza, della memoria e della fiducia nelle nuove generazioni. È il filo che ha attraversato il decimo convegno nazionale del Parlamento della Legalità Internazionale, guidato da Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco insieme a Leonardo Lamberto Scaglione, Helga Guardì, Silvana Mannino e Maria Matassa: tre giorni di incontri e riconoscimenti che hanno riunito istituzioni, magistratura, forze dell’ordine e giovani.

Il viaggio è iniziato nella seraphica civitas, dove la delegazione è stata accolta dal sindaco Valter Stoppini, con l’introduzione ai lavori dell’avvocata Maria Rosaria Ferraro, collaboratrice dell’Ufficio di Presidenza del PDLI per l’Umbria. Tra i momenti più intensi, l’omaggio floreale alla tomba di san Francesco nella Basilica inferiore e il richiamo alla figura di Carlo Acutis: segni di un percorso pensato per tenere insieme spiritualità e responsabilità civile. «È un momento di riflessione e di grande spiritualità, che ci vede uniti intorno ai temi della pace e della bellezza», ha sottolineato Mannino.

Nella Sala della Conciliazione, il procuratore capo della Procura per i minorenni dell’Umbria, Flaminio Monteleone, ha ricevuto il Premio internazionale “Verità e Giustizia”, dedicato alla memoria dell’ambasciatore Luca Attanasio: un riconoscimento rivolto a chi incontra quotidianamente le fragilità dei più giovani e traduce la giustizia in tutela concreta. La musica del maestro Paolo Alfano ha accompagnato l’appuntamento, durante il quale Assisi è stata inoltre proclamata comune capofila delle iniziative del Parlamento della Legalità Internazionale per il prossimo anno accademico.

Il cuore del convegno si è poi spostato a Nocera Umbra, dove ad accogliere i partecipanti è stato il sindaco Virginio Caparvi. Sul palco personalità di primo piano: il già procuratore generale della Repubblica di Perugia Fausto Cardella, il prefetto Renato Cortese, presidente onorario del movimento, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il questore Dario Sallustio, Michele Giacomel e il colonnello Giancarlo Mignone, referente dello Stato Maggiore della Difesa, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine. A distanza sono giunti anche i videomessaggi della presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo e del sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco.

Particolarmente intenso l’intervento di Cortese, protagonista di alcune delle pagine più importanti della lotta alla criminalità organizzata siciliana. Rivolgendosi soprattutto ai ragazzi, il prefetto ha ripercorso l’attività investigativa che condusse alla cattura di Giovanni ed Enzo Brusca e, dieci anni più tardi, di Bernardo Provenzano. Non una celebrazione personale, ma una testimonianza concreta del significato di parole come tenacia, responsabilità e fiducia nello Stato.

Lagalla ha invece affidato ai giovani tre parole – «speranza, bellezza e divertimento» – invitandoli a vivere pienamente il proprio tempo senza rinunciare alla gioia e alla capacità di guardare al futuro. Al termine dell’intervento ha ricevuto il riconoscimento di “Sindaco dell’anno”, attribuito dal Parlamento della Legalità Internazionale.

Proprio alle nuove generazioni è stato affidato il momento più simbolico della giornata. Il portavoce del Presidente, Leonardo Lamberto Scaglione, ha presentato la prima edizione del Premio culturale internazionale “Il Ramoscello d’Oro”, destinato a giovani capaci di trasformare talento, sensibilità e impegno in un bene condiviso. A riceverlo Camilla Giacomel, Miriam Fiorenza, Dorotea Di Lorenzo, Denise Sardisco e Francesco Pio Sardisco: cinque storie differenti, unite dalla scelta di non restare semplici spettatori del proprio tempo. Nel corso della cerimonia è stato inoltre consegnato il Memorial Nadia Mirto al marito Nicola Di Lorenzo, mentre i Blue Voice della Polizia Penitenziaria di Milano Opera hanno accompagnato musicalmente i diversi momenti dell’incontro.

La conclusione ha assunto il valore di una nuova partenza. A Nocera Umbra è stata inaugurata l’Ambasciata “Il Respiro della Bellezza”, nome che racchiude il significato dell’intera esperienza umbra. Perché la legalità, quando va oltre il semplice rispetto delle regole, diventa attenzione verso l’altro, custodia di ciò che è fragile e coraggio di scegliere da che parte stare.

Da Assisi a Nocera Umbra, il messaggio consegnato soprattutto ai ragazzi è insieme semplice ed esigente: il futuro non si eredita soltanto, si costruisce. E può cominciare anche da un gesto piccolo, da un ramoscello affidato a mani giovani e capaci di custodirlo. La sfida è trasformare quella bellezza in una responsabilità civile condivisa.

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