Palermo, città dalle radici millenarie e dal patrimonio storico e culturale inestimabile, è da sempre crocevia di civiltà, simbolo di resilienza e capacità di rinascita.

Da antica Panormus a capitale della cultura, la sua storia racconta conquiste, sfide e riscatto.

Proprio per questo, nel giugno 2022 i cittadini palermitani, stanchi della incapacità, e della pochezza amministrativa della Giunta Orlando, avevano scelto di voltare pagina, affidandosi alla promessa di “cambiamento” incarnata dal Sindaco Lagalla, con la speranza di superare definitivamente una lunga fase amministrativa ormai esausta e priva di slancio.


A distanza di quasi quattro anni, il SINALP è costretto a denunciare una realtà amara e inconfutabile: Palermo non solo ha toccato il fondo, ma ha iniziato a scavare.

Il nostro sostegno iniziale a questa inversione di tendenza si fondava sulla fiducia nella competenza tecnica annunciata e sulla convinzione che, finalmente, si potessero affrontare e risolvere le criticità croniche della città.

Invece, ci troviamo di fronte a una prosecuzione peggiorativa dell’immobilismo del passato, dando ragione al detto, “al peggio non c’è mai fine”

Quella che doveva essere la giunta della rinascita si è rivelata la giunta della disillusione, incapace di gestire l’ordinario e totalmente priva di una visione strategica per il futuro della capitale siciliana.

Il panorama urbano è desolante e offensivo per la dignità dei palermitani.


La raccolta differenziata resta un miraggio, la sporcizia è diventata il biglietto da visita della città, con evidenti rischi per la salute pubblica.

Strade dissestate, marciapiedi invasi dalle erbacce e un’illuminazione carente rendono interi quartieri insicuri, abbandonati e in balia della violenza.

È inaccettabile pretendere dai cittadini il pagamento di imposte e tariffe ai massimi storici a fronte di servizi essenziali che, nei fatti, sono stati cancellati.

Chiedere sacrifici a chi non riceve nemmeno la pulizia stradale di base, rappresenta una vera e propria violenza sociale.

Il grido d’allarme del SINALP riguarda anche e soprattutto i dipendenti comunali, primi a subire le conseguenze dell’incapacità gestionale di questa amministrazione.

I dipendenti sono costretti a operare in ambienti spesso fatiscenti, in uffici abbandonati a se stessi e privi di manutenzione ed adeguate dotazioni.

La pianta organica comunale è ormai quasi dimezzata, una forza lavoro stanca, numericamente insufficiente e colpevolmente non formata, lasciata sola a fronteggiare una mole di lavoro insostenibile.


È troppo facile colpevolizzare la cosiddetta “macchina burocratica” quando mancano investimenti, assunzioni e una guida politica capace di fornire indirizzi chiari.

I lavoratori non possono continuare a essere il parafulmine delle inefficienze della Giunta.

Pensare di risolvere i problemi attraverso l’esternalizzazione dei servizi, con ulteriori aggravi di costi a carico dei cittadini, dimostra l’assenza di una reale volontà di affrontare seriamente le emergenze che affliggono Palermo.

La città necessita di decisioni coraggiose e immediate, non di continui rimpalli di responsabilità tra uffici o di lentezze giustificate richiamando il passato.

Se la politica non è in grado di esprimere figure preparate a governare una capitale di tale importanza storica, culturale e sociale, ne prenda atto e faccia non uno ma due o anche tre passi in dietro.


Palermo non deve essere un esperimento politico, né un palcoscenico per ambizioni personali.

È una città che merita rispetto, competenza e una guida capace di affrontare con professionalità, responsabilità e visione le tante emergenze che la stanno soffocando.

Il SINALP non resterà a guardare mentre la città muore e i lavoratori vengono schiacciati dalla disorganizzazione.

Se non arriveranno risposte concrete in materia di assunzioni, formazione e decoro urbano, la mobilitazione sarà l’unica strada percorribile.

Palermo merita di più. I suoi cittadini e i suoi lavoratori meritano di più.

La Segreteria Sindacale SINALP

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