Palermo 17 settembre 2026 – «Il miglioramento registrato a livello nazionale, con l’abbandono scolastico precoce sceso all’8,2 per cento nel 2025, rappresenta certamente un segnale positivo. Ma non possiamo permettere che la media nazionale nasconda le profonde disuguaglianze territoriali che continuano ad attraversare il Paese e che assumono a Palermo dimensioni particolarmente preoccupanti».
Lo dichiara Fabio Cirino, segretario generale Flc Cgil Palermo, commentando i dati diffusi da Openpolis sull’abbandono scolastico che collocano Palermo tra le città metropolitane con la maggiore incidenza del fenomeno: il 19,8 per cento dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha lasciato precocemente il sistema di istruzione. Il dato sale al 29,1 per cento tra i giovani i cui genitori non possiedono un diploma e raggiunge il 54,2 per cento tra i giovani con cittadinanza non italiana. “Sono numeri che descrivono una frattura sociale prima ancora che scolastica – aggiunge Cirino – Ancora più significativo è ciò che accade all’interno della stessa città. A Palermo si passa dal 5,2 per cento di abbandoni precoci nell’area Malaspina-Palagonia al 46,1 per cento di Palazzo Reale-Monte di Pietà. Una distanza enorme, che dimostra quanto il luogo in cui si nasce e si cresce, le condizioni economiche della famiglia e il capitale culturale di partenza continuino a incidere sulle opportunità educative dei ragazzi”.
Per la Flc Cgil, dunque, non basta registrare il miglioramento della media nazionale: bisogna intervenire sulle disuguaglianze territoriali. “La dispersione scolastica si combatte non con interventi episodici ma con una politica strutturale che concentri maggiori risorse proprio nelle scuole che operano nei territori socialmente più fragili. Servono innanzitutto organici aggiuntivi e stabili, il rafforzamento di tempo pieno e tempo prolungato, garantendo mense, palestre, laboratori e scuole aperte anche nel pomeriggio”. E ancora: è necessario superare la logica dei progetti temporanei e costruire équipe multidisciplinari permanenti con docenti, educatori, psicologi, mediatori culturali e servizi sociali. E serve inoltre un investimento straordinario sull’edilizia scolastica e sugli spazi educativi delle periferie.
Particolare attenzione deve essere rivolta ai giovani con cittadinanza non italiana. Il dato palermitano del 54,2 per cento impone politiche specifiche di inclusione: potenziamento dell’italiano L2, mediazione linguistico-culturale, sostegno alle famiglie e percorsi che accompagnino gli studenti nelle fasi più delicate del passaggio tra i diversi cicli scolastici.
Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.






Commenta con Facebook