L’Associazione ANAFePC interviene in merito alla persistente e grave crisi idrica che da tempo compromette la regolare fornitura di acqua potabile nei comuni della provincia di Agrigento e, in modo particolare, nel Comune di Canicattì.
Nonostante la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2024, con la quale è stato dichiarato lo stato di emergenza per la situazione di grave deficit idrico, successivamente prorogato per ulteriori dodici mesi, i cittadini continuano a subire frequenti interruzioni del servizio, razionamenti sempre più gravosi e disservizi prolungati che incidono pesantemente sulla qualità della vita e sulle attività economiche del territorio.
Calogero Coniglio e Maurizio Cirignotta, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di ANAFePC, dichiarano: “Ad oggi, le azioni correttive poste in essere appaiono insufficienti e non risultano programmi concreti e immediatamente attuabili per la realizzazione o il potenziamento delle infrastrutture idriche necessarie a garantire un servizio efficiente e stabile. Particolarmente allarmanti sono le recenti notizie relative ai disservizi registrati nel Comune di Canicattì, che stanno generando forte preoccupazione e disagio tra la popolazione”.
Secondo quanto emerge, sussisterebbero gravi criticità nella gestione del servizio idrico, con possibili responsabilità in capo agli organi amministrativi competenti. Circostanze che richiedono piena chiarezza e trasparenza nell’esclusivo interesse dei cittadini-utenti.
I rappresentanti dell’Associazione aggiungono: “Abbiamo inviato una nota formale al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, segnalando la gravissima situazione relativa all’erogazione dell’acqua pubblica e i pesanti disagi che la comunità di Canicattì sta vivendo. Nella stessa nota abbiamo richiesto puntuali delucidazioni sui fatti e la convocazione per un incontro istituzionale. Abbiamo inoltre manifestato la piena disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo istituzionale già calendarizzato o che il Presidente intenda calendarizzare, offrendo un contributo costruttivo e concreto alla ricerca di soluzioni strutturali e durature. Analoga nota di segnalazione è stata altresì trasmessa alla Prefettura di Agrigento affinché, per quanto di competenza, voglia attenzionare la situazione e attivare ogni utile iniziativa a tutela della collettività”.
L’ANAFePC, da sempre impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini con serietà e senso di responsabilità, chiede alla Regione Siciliana di adottare con urgenza ogni iniziativa utile a garantire la tutela del bene pubblico “acqua” e della sua gestione trasparente ed efficiente.
Alla luce della situazione gravissima e non più tollerabile che si sta verificando a Canicattì, l’ANAFePC si riserva di presentare formale esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento, affinché vengano accertate eventuali responsabilità a tutela dei cittadini e del pubblico interesse.
“L’accesso all’acqua potabile rappresenta un diritto fondamentale e non può essere oggetto di continue emergenze. Per Canicattì è necessario un intervento immediato e risolutivo nell’interesse dell’intera collettività”, conclude Coniglio.
Luogo: Via San Giacomo , 3, CATANIA, CATANIA, SICILIA
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