La Sicilia può diventare uno dei motori della transizione energetica italiana: in questo momento produce infatti più energia di quanto utilizza. Ma perché questo accada occorre trasformare le grandi risorse naturali dell’isola – sole, vento e mare – in una strategia industriale capace di produrre energia pulita, sviluppo e lavoro.

È stato questo il tema al centro dell’assemblea “Energia Sud – La cooperazione di lavoro nel Mezzogiorno per la transizione energetica”, promossa a Palermo da Legacoop Produzione e Servizi con Legacoop Sicilia, che ha riunito cooperative e operatori provenienti dalle otto regioni meridionali. Attraverso case history ed esperienze sul territorio, il confronto ha messo in evidenza come il Mezzogiorno – e in particolare la Sicilia – possa giocare un ruolo strategico nella produzione di energia da fonti rinnovabili, contribuendo non solo alla sostenibilità ambientale ma anche alla sicurezza energetica del Paese. 


A Energia Sud è arrivato Simone Gamberini, presidente di Legacoop, che spiega come “abbiamo investito molto sulla rete delle cooperative energetiche rinnovabili, le CER, abbiamo tutte le caratteristiche per candidarci a protagonisti, soprattutto in questa regione, di un percorso di autonomia energetica”. Il tema energia è diventato di tragica attualità con la crisi mediorientale: Gianmaria Balducci e Andrea La Guardia, rispettivamente presidente e direttore Legacoop Produzione e Servizi sottolineano “la convinzione che è giusto fare sistema, nazionale ed europeo, per trovare una chiave di svolta nel campo. L’attualità ci impone ragionamenti urgenti: chiediamo al Governo provvedimenti per salvaguardare i bilanci e il lavoro delle nostre imprese”. “Il Mezzogiorno non può più essere considerato soltanto destinatario di politiche – ha spiegato Loredana Durante, del Coordinamento Mezzogiorno di Legacoop Produzione e Servizi – ma deve diventare protagonista del nuovo modello di sviluppo del Paese. La transizione energetica può generare crescita industriale, occupazione qualificata e coesione sociale”. 


“La cooperazione è da tempo impegnata nelle rinnovabili, adesso anche nella produzione di impianti di idrogeno – interviene Filippo Parrino, presidente di Legacoop Sicilia – Quello che una volta era un limite, avete solo bel mare, bel sole e un forte vento di scirocco, è diventato oggi una vera e propria start up energetica ambientale”. Un passo in avanti che richiede però politiche energetiche stabili e un quadro normativo capace di favorire gli investimenti, evitando che procedure troppo complesse – veri “colli di bottiglia” – rallentino la realizzazione degli impianti e dei progetti innovativi. 


Accanto ai grandi investimenti infrastrutturali, un ruolo importante può essere svolto dalle startup energetiche, dall’innovazione tecnologica e dallo sviluppo delle comunità energetiche, strumenti sempre più diffusi per produrre e condividere energia nei territori. In questo percorso la cooperazione può rappresentare un elemento decisivo di raccordo tra istituzioni, imprese e comunità locali, contribuendo a trasformare la transizione energetica in un’opportunità concreta di sviluppo economico e sociale. Il confronto di Palermo – accompagnato quindi dalle testimonianze di protagonisti e aziende del Mezzogiorno – ha rilanciato la necessità di investire nelle rinnovabili, nelle tecnologie di accumulo e nelle infrastrutture energetiche, con l’obiettivo di valorizzare il potenziale del Sud e rendere la Sicilia uno dei territori chiave della nuova geografia energetica del Paese.

Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.