Il passaggio del Ciclone Harry ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione che supera ormai il miliardo di euro di danni in tutta l’Isola. Se la fascia jonica e le Eolie piangono infrastrutture e attività economiche spazzate via da onde record, l’entroterra nisseno vive ore drammatiche: a Niscemi, il dissesto idrogeologico minaccia l’abitato, con gravi disagi per la popolazione e il rischio concreto di isolamento.

Per Europa Verde Sicilia, quanto accaduto non è una tragica fatalità, ma la diretta conseguenza di un negazionismo climatico che continua a ignorare la realtà: la Sicilia è oggi un “hotspot” della crisi climatica globale, dove fenomeni estremi — dai periodi di siccità prolungata ai cicloni mediterranei — sono la nuova e terribile normalità.


A Niscemi, il dissesto idrogeologico ha presentato un conto salatissimo. La fragilità del versante occidentale non è un evento imprevedibile, ma il simbolo di un territorio abbandonato a se stesso. “A Niscemi si sta consumando un dramma che poteva e doveva essere evitato con una pianificazione seria,” dichiarano i portavoce regionali di Europa Verde Sicilia, Alessandra Minniti e Fabio Giambrone. “Le evacuazioni e le interruzioni dei servizi sono il risultato di decenni di mancata prevenzione e di un consumo di suolo che non tiene conto della natura del nostro territorio. Chiediamo interventi urgenti e strutturali, non l’ennesima gestione emergenziale.”

Mentre si continuano a stanziare miliardi per il Ponte sullo Stretto, la Sicilia reale crolla sotto il peso di una mareggiata o di uno smottamento.


È inaccettabile che si parli di opere faraoniche quando mancano i fondi per consolidare i versanti di Niscemi o per proteggere le coste joniche dall’erosione,” continuano Minniti e Giambrone. “Esigiamo che le risorse destinate al Ponte vengano immediatamente dirottate per i ristori e su un Piano Straordinario di Messa in Sicurezza Idrogeologica. La prevenzione è l’unico strumento di mitigazione possibile contro la crisi climatica: ogni euro speso oggi per la tutela del territorio ne fa risparmiare dieci in ricostruzioni d’emergenza.”


Davanti a questo scenario, Europa Verde Sicilia chiede con forza che il Governo nazionale dichiari immediatamente lo Stato di Emergenza per garantire ristori certi a cittadini, agricoltori e imprese, ma ribadisce che il primo passo politico deve essere l’abbandono di ogni logica negazionista. È necessario integrare l’adattamento climatico in ogni scelta urbanistica e, soprattutto, dirottare le immense risorse oggi vincolate al progetto del Ponte sullo Stretto verso la Sicilia reale. Questi fondi devono essere utilizzati per il ripristino delle reti idriche ed elettriche e per un piano organico di difesa delle coste dall’erosione. In questo quadro, il consolidamento definitivo del centro abitato di Niscemi e delle sue vie di collegamento non può più attendere: la sicurezza dei siciliani deve tornare a essere la priorità assoluta, ben prima di qualsiasi operazione di propaganda.

Non c’è più tempo per i sopralluoghi di facciata. Serve una sterzata decisa verso la tutela del territorio. La sicurezza dei siciliani deve venire prima della propaganda,” concludono i portavoce.

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