In una lettera indirizzata al Presidente e al Vice presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani e Luca Sammartino, e agli assessori regionali dell’economia e delle infrastrutture e della mobilità, Alessandro Dagnino e Alessandro Aricò, la segreteria regionale della Faisa Cisal esprime un forte disappunto per quanto disposto nel recente “Decreto Sicurezza ” che introduce misure di tutela contro le aggressioni indirizzate esclusivamente al personale del settore ferroviario, senza includere i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale (TPL).
“ Tale esclusione – ha commenta to il segretario regionale Faisa Cisal, Romualdo Moschella – appare fortemente discriminatoria e inaccettabile, poiché pone i lavoratori del TPL in una condizione di ingiustificato svantaggio rispetto ad altre categorie professionali che operano in contesti caratterizzati da analoghi livelli di rischio e quotidiano contatto con l’utenza ”.
La Faisa Cisal desidera portare all’attenzione che presso il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, con la partecipazione del Ministero dell’Interno, della Conferenza del l e Regioni, dell’ANCI, delle associazioni datoriali di settore e delle organizzazioni sindacali sottoscrittrici del CCNL di categoria, è stato istituito uno specifico gruppo di lavoro che ha già formulato, nel marzo del 2025, una proposta per il rafforzamento del sistema sanzionatorio nei confronti dei responsabili di aggressioni ai danni del personale in servizio.
In virtù di quanto esposto si sollecita un intervento urgente presso la Conferenza delle Regioni affinché sia possibile promuovere una presa di posizione unitaria e incisiva nei confronti del Governo e del Parlamento per modificare il “Decreto Sicurezza ” in modo da estendere le misure di tutela a tutto il personale operante nel settore della Mobilità ed attuare le proposte già elaborate e condivise, da oltre un anno, nei tavoli istituzionali sopra menzionati.
“I dati riportati dalla stampa – continua Moschella – confermano con preoccupante frequenza episodi di violenza ai danni del personale del TPL o dei passeggeri che usufruiscono del servizio. L’urgenza di un intervento concreto non consente ulteriori rinvii: la sicurezza dei lavoratori del TPL non può essere parziale né discriminata”.
“Si auspica – conclude Moschella – un’azione politica decisa a tutela della dignità e dell’incolumità degli operatori del settore e della cittadinanza fruitrice dei servizi pubblici”.
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