Presentata interrogazione parlamentare per ristabilire equità e giustizia
“Non tolleriamo più alcuno spazio per ambiguità o rinvii”.
È quanto dichiara l’On. Giuseppe Lombardo firmatario, insieme ai colleghi parlamentari autonomisti, dell’interrogazione parlamentare con la quale si chiede al Governo della Regione Siciliana di intervenire con urgenza presso il Governo nazionale per rivedere i criteri di ripartizione del Fondo di solidarietà comunale, ponendo finalmente al centro il parametro dei fabbisogni standard e superando l’ormai inaccettabile criterio della spesa storica.
Il Fondo, istituito dall’articolo 1, comma 380, della legge n. 228 del 2012, si inserisce nel quadro della riforma federalista della finanza pubblica avviata con la legge n. 42 del 2009. Una riforma che, nei fatti, non è mai stata realmente applicata in Sicilia, lasciando i comuni dell’Isola intrappolati in un sistema ingiusto, obsoleto e profondamente penalizzante.
“È grave e inaccettabile – afferma Lombardo – la disparità di trattamento tra le regioni a statuto ordinario e la Sicilia. Nel resto d’Italia è stato avviato un percorso graduale che porterà alla redistribuzione delle risorse del Fondo su base perequativa, fondata sugli effettivi fabbisogni dei territori. In Sicilia, invece, si continua a perpetuare un criterio anacronistico basato sulla spesa storica, che cristallizza disuguaglianze e impedisce qualsiasi reale prospettiva di sviluppo”.
L’esclusione della nostra regione dai meccanismi perequativi applicati nel resto del Paese, unita a una capacità fiscale significativamente inferiore, produce effetti devastanti. Secondo ANCI, i comuni siciliani subiscono una perdita strutturale di almeno 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra enorme, che si traduce direttamente nell’impossibilità di migliorare la qualità e la quantità dei servizi offerti ai cittadini.
“È una situazione non più tollerabile. Si tratta di una questione di equità, di dignità istituzionale e di rispetto dei diritti dei cittadini siciliani!”, sottolinea il deputato autonomista.
“Chiediamo con forza ciò che spetta di diritto anche alla Sicilia: una redistribuzione del Fondo di solidarietà comunale basata sugli effettivi fabbisogni dei territori e la piena attuazione delle norme statutarie rimaste troppo a lungo lettera morta”.
“Non accetteremo più – conclude l’on. Lombardo – che la Sicilia venga trattata come una realtà di serie B. È il momento di colmare questo divario e ristabilire condizioni di reale uguaglianza all’interno del sistema Paese.”
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