Nel cuore delle Madonie c’è un borgo che sta attirando l’attenzione per un dato tanto semplice quanto straordinario: a Geraci Siculo vivono 56 ultranovantenni, una cittadina che compirà 100 anni nel corso dell’anno e un’altra che raggiungerà i 105. Numeri che, rapportati alla popolazione, raccontano una realtà unica e collocano il paese tra i casi più interessanti in Italia sul fronte della longevità.
Il fenomeno richiama da vicino il modello delle cosiddette “Blue Zones”, le “Zone blu”: aree del pianeta dove si registra la più alta concentrazione di persone longeve. Ad oggi, le principali Zone Blu riconosciute sono l’area dell’Ogliastra in Sardegna, Okinawa (Giappone), Ikaria (Grecia), Nicoya (Costa Rica) e Loma Linda (California, Stati Uniti). Territori diversi tra loro, ma accomunati da alcuni elementi fondamentali: alimentazione naturale, forte coesione sociale, attività fisica quotidiana e stretto legame con l’ambiente.
Caratteristiche che si ritrovano pienamente anche a Geraci Siculo e, più in generale, nell’intero territorio delle Madonie. Qui la vita scorre ancora secondo ritmi semplici e autentici: un quotidiano legato alla natura, alla terra, all’agricoltura e alla zootecnia, con un’alimentazione sana basata su prodotti locali e una rete di relazioni sociali ancora solida e viva. Un modello di vita che oggi appare sempre più prezioso e che spinge osservatori e studiosi a guardare alla Sicilia come a una possibile “sesta zona blu”.
“I numeri della longevità che registriamo nel nostro borgo non sono casuali – dichiara il sindaco di Geraci Siculo, Luigi Iuppa – ma sono il frutto di uno stile di vita che si tramanda da generazioni. Qui si vive in modo semplice, a stretto contatto con la natura, con un’alimentazione sana legata alla nostra tradizione agricola e zootecnica e, soprattutto, con relazioni sociali ancora forti e autentiche. È un modo di vivere bello e sano, che appartiene a Geraci Siculo ma anche a tutte le Madonie e che oggi può rappresentare un modello per il futuro”.
Geraci Siculo si propone così come un laboratorio naturale della longevità mediterranea: un piccolo borgo capace di raccontare – con i suoi numeri e la sua quotidianità – una grande storia contemporanea, quella di come vivere più a lungo e meglio.
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