“In Sicilia i dati sui morti sul lavoro sono sempre più drammatici,nei premi tre mesi di quest’anno i morti sono già sette. E veniamo da un 2022
Che ha visto la nostra Regione  protagonista di un record negativo di morti sul lavoro, che sono stati 56″.  Lo dicono, in una nota congiunta, il segretario regionale della Filca Cisl Sicilia, Paolo D’Anca e il segretario provinciale della Filca Cisl Catania, Pippo Famiano che continuano a snocciolare i dati :’Catania detiene il triste primato di morti sul lavoro, precisamente 14 e oltre ad essere la provincia con il maggior numero di decessi sul lavoro, registra anche un preoccupante incremento del 23% di infortuni sul lavoro rispetto all’anno precedente.
Questo dato evidenzia l’urgente necessità di intervenire con azioni concrete per migliorare la sicurezza sul lavoro nel settore edile della provincia.
Da anni – aggiungono – ormai si parla dell’importanza della prevenzione e della formazione in materia di sicurezza sul lavoro, sia per i lavoratori che per i datori di lavoro. Ma bisogna mettere in atto azioni concrete, attraverso il potenziamento dei controlli e degli uffici ispettivi,
assumendo più ispettori e medici del lavoro, bisogna guardare alla qualità delle imprese sull’esperienza della patente a punti. Serve poi investire sulla prevenzione, sulla formazione e sulla comunicazione, costruire una cultura della sicurezza a cominciare dalle scuole.
 La sicurezza e la salute nel lavoro devono essere materia di studio e formazione scolastica perché solo infondendo una coscienza culturale formata al rispetto della prevenzione, i rischi degli infortuni potranno ridursi. Stiamo già lavorando per realizzare nei luoghi di lavoro una campagna di informazione per diffondere la cultura della sicurezza e spingere  le imprese a considerarla  come un investimento e non come un costo. Abbiamo più volte lanciato appelli per potenziare i controlli. Sono necessarie 300 unità solo in Sicilia per rendere efficaci le verifiche e i controlli al rispetto delle norme previste dalla legge 81/08 e SMi che, negli anni, sono state introdotte. La prevenzione è una priorità assoluta, ma non può essere realizzata senza un costante monitoraggio e controllo dei luoghi di lavoro. Per vincere questa sfida- concludono – serve un impegno condiviso e coordinato tra le parti sociali, datoriali e le istituzioni locali e regionali, nonché con la collaborazione attiva di enti di controllo come INAIL, l’Ispettorato del Lavoro e l’ASL. È fondamentale che tutte le parti interessate collaborino attivamente per avviare un percorso che segni una svolta significativa sul tema della sicurezza nel settore edile, anche attraverso l’ausilio degli enti bilaterali come la Cassa Edile e la scuola edile perché non dare il giusto valore alla vita di un padre di famiglia o di un giovane lavoratore,  non è degno di un paese civile


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