Un fiume di persone ha invaso le vie del centro storico di Castelbuono per la XVIII edizione dell’Infiorata, confermando ancora una volta l’evento come uno degli appuntamenti più attesi e partecipati del panorama culturale e turistico delle Madonie. Migliaia di visitatori provenienti da tutta la Sicilia e da diverse regioni italiane hanno ammirato il suggestivo tappeto floreale realizzato lungo il cuore del paese, trasformato per l’occasione in una straordinaria opera d’arte a cielo aperto. L’edizione 2026, inserita ufficialmente nel programma nazionale delle celebrazioni per l’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, ha saputo unire spiritualità, arte e valorizzazione del territorio in un’atmosfera di autentica partecipazione collettiva.
Particolarmente significativo il coinvolgimento della comunità. Alla realizzazione dell’Infiorata hanno preso parte circa 500 persone tra maestri infioratori, docenti e studenti provenienti da Castelbuono, Cefalù, Noto e San Pier Niceto. Un lavoro corale che ha richiesto oltre tre ore di intensa attività per dare vita ai grandi quadri floreali dedicati alla figura del Santo di Assisi, trasformando la preparazione stessa dell’opera in un momento di condivisione, collaborazione e appartenenza. “L’Infiorata di Castelbuono è giunta alla diciottesima edizione e quest’anno è dedicata agli 800 anni della morte di San Francesco d’Assisi – sottolinea il presidente dell’associazione PromoMadonie, Johnny La Grua – Un riconoscimento importante è arrivato dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni Francescane che ha inserito la nostra manifestazione nel calendario ufficiale dell’Ottavo Centenario. Quest’anno, oltre alla partecipazione dei maestri infioratori di Castelbuono, Noto e San Pier Niceto, abbiamo avuto l’onore di ospitare le reliquie di San Francesco grazie alla collaborazione con padre Marco Moroni, custode della Basilica Papale di Assisi. La presenza di circa 500 infioratori tra studenti, insegnanti e maestri testimonia la forza di una manifestazione che continua a crescere e a coinvolgere intere generazioni”.
Per l’assessore comunale al Turismo e alle Attività produttive, Dario Guarcello, il successo dell’Infiorata è il risultato di un lavoro che si sviluppa durante tutto l’anno. “Questa manifestazione continua a crescere e a valorizzare Castelbuono grazie a una straordinaria sinergia tra istituzioni, associazioni e volontari. Non è il lavoro di un giorno, ma il frutto di dodici mesi di programmazione e collaborazione. La vera forza dell’Infiorata, così come delle altre grandi manifestazioni che animano il nostro territorio, risiede nelle persone e nella capacità di costruire un autentico progetto di comunità. Un ringraziamento particolare va anche alla Regione Siciliana che continua a sostenere eventi capaci di valorizzare il patrimonio delle Madonie e del Geopark Unesco”.
Un significato profondo è stato evidenziato anche dal vescovo di Cefalù, monsignor Giuseppe Marciante, che ha legato il tema dell’Infiorata alla spiritualità francescana e alla ricchezza naturalistica del territorio madonita. “Questa Infiorata è un inno di lode al Creatore attraverso una delle sue espressioni più belle: i fiori – ha affermato il presule – San Francesco li celebra nel Cantico delle Creature come simbolo della bellezza del mondo. In un territorio ricco di biodiversità come quello delle Madonie, il legame tra il messaggio francescano e l’Infiorata appare naturale. Ma c’è un altro aspetto che rende questa manifestazione particolarmente significativa: essa nasce dalla collaborazione tra tante realtà diverse. Come i fiori, che proprio nella loro diversità creano armonia e bellezza, così le comunità riescono a esprimere il meglio di sé quando lavorano insieme. L’Infiorata rappresenta quindi un bellissimo segno di unità, condivisione e partecipazione”.
L’arrivo delle reliquie di San Francesco d’Assisi, accolte dalla comunità castelbuonese e custodite fino al 3 giugno nell’ex convento dei Cappuccini, ha ulteriormente impreziosito una manifestazione che quest’anno ha assunto una dimensione non soltanto artistica e culturale, ma anche spirituale.
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