La Chiattulidda Licatese conquista la Sicilia: la biodiversità cerealicola incontra l’eccellenza della panificazione artigianale
Dal recupero di un’antica varietà di grano duro autoctona alla costruzione di una filiera certificata e sostenibile: il progetto promosso dal custode Tony Rocchetta continua il suo percorso con una nuova collaborazione a Palermo insieme al maestro fornaio Gaetano La Mantia di Spaccagrano.
La valorizzazione della biodiversità agraria siciliana compie un nuovo e significativo passo avanti. Dopo le collaborazioni avviate con il maestro fornaio Rosario Pendolino di Terra Dunci (Agrigento e Aragona) e con il maestro fornaio Antonio Palana di Frangipane (Milazzo), il progetto dedicato alla Chiattulidda Licatese approda a Palermo grazie alla collaborazione con il maestro fornaio Gaetano La Mantia di Spaccagrano.
L’iniziativa rappresenta l’evoluzione di un percorso di ricerca, conservazione e trasferimento delle conoscenze che pone al centro una delle più antiche varietà di grano duro del territorio licatese. La Chiattulidda Licatese, recuperata dopo anni di studio e ricerca da Tony Rocchetta, è oggi iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà da Conservazione, riconoscimento che ne tutela il valore genetico, storico e agronomico e che identifica Tony Rocchetta quale custode ufficiale della varietà.
Il progetto non si limita al recupero di una risorsa genetica, ma propone un modello di sviluppo fondato sulla costruzione di una filiera corta, controllata e tracciabile, basata su disciplinari agronomici sostenibili, sul rispetto della fertilità dei suoli e sulla tutela della biodiversità cerealicola siciliana.
Elemento distintivo della filiera è la trasformazione della granella in semola integrale macinata a pietra presso il Molino Crisafulli, gestito dalla famiglia Sammartino. La molitura a pietra consente di preservare il germe del grano e le frazioni più nobili della cariosside, contribuendo a mantenere il patrimonio aromatico, le caratteristiche organolettiche e il profilo nutrizionale della materia prima.
La fase successiva trova espressione nell’eccellenza della panificazione artigianale. Attraverso il lavoro dei maestri fornai coinvolti nel progetto, la semola di Chiattulidda viene trasformata in un pane che interpreta la tradizione siciliana secondo criteri di qualità, ricerca e identità territoriale.
L’obiettivo del progetto è restituire valore al pane quale alimento culturale, oltre che nutrizionale: un prodotto capace di raccontare oltre duemila anni di storia agricola della Sicilia, mettendo in relazione patrimonio genetico, paesaggio, cultura materiale e saperi artigianali.
Determinante, lungo l’intero percorso, è stato il supporto della Stazione Sperimentale Consorziale di Granicoltura per la Sicilia, che ha accompagnato le attività di studio, caratterizzazione e valorizzazione della varietà, contribuendo al consolidamento di un progetto che integra ricerca scientifica, conservazione della biodiversità e innovazione sostenibile.
«La tutela di un seme antico non rappresenta soltanto un’operazione agricola», afferma Tony Rocchetta. «Significa restituire identità ai territori, salvaguardare un patrimonio genetico irripetibile e costruire una filiera capace di generare valore culturale, sociale ed economico. Ogni pane prodotto con la Chiattulidda racconta la storia della Sicilia e dimostra come tradizione e ricerca scientifica possano camminare insieme.»
La diffusione della Chiattulidda nei principali territori della panificazione artigianale siciliana rappresenta oggi un modello virtuoso di conservazione attiva delle risorse fitogenetiche, nel quale agricoltori custodi, ricercatori, mugnai e maestri fornai collaborano per preservare e tramandare un patrimonio che appartiene all’intera comunità.
La Chiattulidda Licatese non è soltanto un’antica varietà di grano duro: è un simbolo della biodiversità siciliana, della resilienza delle comunità rurali e della capacità della ricerca scientifica di trasformare la memoria agricola in opportunità per il futuro.
Luogo: Associazione , Via Cimabue , 15, LICATA, AGRIGENTO, SICILIA
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