Un grano antico siciliano al centro di un reportage internazionale della televisione tedesca Deutsche Welle: tra scienza, cultura e sostenibilità, un modello agricolo che guarda al futuro
La storia della Chiattulidda, antica varietà di grano autoctono del territorio licatese, varca i confini nazionali e si afferma sulla scena internazionale grazie a un importante reportage realizzato dalla televisione tedesca Deutsche Welle (DW), una delle principali emittenti globali, capace di raggiungere milioni di spettatori in oltre 30 lingue.
A firmare il servizio è la giornalista Claudia Laszczak, redattrice per economia, ambiente e scienza, da anni impegnata in un giornalismo costruttivo che indaga le connessioni tra sviluppo economico, sostenibilità ambientale e impatti sociali. Attraverso un racconto rigoroso e sensibile, il reportage restituisce valore e profondità a un progetto che unisce ricerca scientifica, memoria storica e visione contemporanea.
Al centro della narrazione vi è la Chiattulidda, molto più di una semplice cultivar: un patrimonio genetico e culturale che rappresenta il DNA agricolo e identitario della comunità di Licata. Questo grano antico racchiude in sé secoli di adattamento ai suoli e al clima mediterraneo, custodendo caratteristiche agronomiche e nutrizionali di grande rilevanza scientifica.
Il lavoro di recupero, selezione e reintroduzione della varietà si inserisce in un più ampio percorso di tutela dell’agrobiodiversità, oggi riconosciuta a livello internazionale come elemento fondamentale per la resilienza dei sistemi agricoli. Custode ufficiale di questo patrimonio è Tony Rocchetta, impegnato in un’attività che coniuga competenze tecniche, sensibilità culturale e responsabilità etica.
Il reportage mette in luce temi di stringente attualità: la desertificazione dei suoli, la perdita di biodiversità, gli effetti delle colture intensive e dell’uso della chimica di sintesi. Questioni che interrogano il presente e impongono una riflessione profonda sul futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione.
In questo contesto, la Chiattulidda diventa simbolo e soluzione. Simbolo di una memoria agricola che resiste e si rigenera; soluzione concreta attraverso pratiche sostenibili, capaci di ristabilire un equilibrio tra uomo, ambiente e produzione alimentare.
Il progetto guarda inoltre alla creazione di un pane identitario, espressione autentica del territorio, fondato su disciplinari sostenibili e sociali, con l’ambizione di ottenere un riconoscimento IGP o DOP. Un alimento che non sia solo prodotto, ma racconto: di saperi, di gesti, di comunità.
La diffusione internazionale del reportage rappresenta un passaggio fondamentale: da esperienza locale a modello globale. Un messaggio forte e necessario che attraversa confini geografici e culturali, dimostrando come la valorizzazione delle radici possa diventare leva per costruire sistemi agricoli più giusti, consapevoli e sostenibili.
La storia della Chiattulidda non è solo un ritorno al passato, ma una visione concreta di futuro. Un futuro che parte dalla terra e parla al mondo.
Luogo: Associazione , Via Cimabue , 15, LICATA, AGRIGENTO, SICILIA
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