“Una quota di assunzioni di nuovi medici in Sicilia va riservata ai non obiettori di coscienza. La legge nazionale 194 stabilisce, a torto o a ragione, un diritto all’aborto in taluni casi e va garantito il diritto a chi si sente di esercitarlo.” Così si è espresso il deputato regionale Santo Primavera, dichiarandosi favorevole al disegno di legge in discussione all’Ars nel pomeriggio. Primavera, pur sottolineando la sua personale posizione di cristiano contrario alla scelta dell’aborto, ha affermato con chiarezza: “Non posso negare a chi vuole esercitare tale diritto ai sensi di legge di non trovarsi nelle condizioni di attuarlo, ergendomi in una prospettiva esclusivamente etica”. Il deputato si è poi soffermato sulla grave situazione della Sicilia in materia di interruzione volontaria di gravidanza (IVG): “La Sicilia è fanalino di coda: in quasi un ospedale su due non è possibile praticare l’aborto. Nello specifico, a garantire il servizio è solo il 54,4% delle strutture, mentre nel resto d’Italia la media supera il 63 per cento, con ben nove regioni che superano il 70%.”
Il deputato dell’Ars Primavera ha rimarcato i dati allarmanti sull’alto numero di personale sanitario obiettore nell’Isola: “Complessivamente, i ginecologi obiettori in Sicilia sono l’81,6%, gli anestesisti il 73,1% e il personale non medico l’86,1%.Tale situazione condanna soltanto i non abbienti, perché chi può permetterselo si rivolge a strutture private a pagamento.” Secondo Primavera “La lotta all’aborto, di cui condivido le ragioni per la vita, va condotta con sostegni sociali e psicologici, piuttosto che con infingimenti burocratici.”
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