La Sicilia come laboratorio a cielo aperto per il recupero degli ecosistemi. Verranno messi a confronto due approcci per la rinaturalizzazione del territorio durante un incontro organizzato dalla Società Siciliana di Scienze Naturali, Onlus dal 1998. La riunione avrà luogo venerdì 20 marzo, al Museo Geologico “G.G. Gemmellaro”.
Cosa si intende per “ripristino ambientale”
Per “ripristino ambientale” si intendono tutte quelle azioni mirate a restituire alla natura spazi e habitat degradati dall’attività umana. La Sicilia, caratterizzata dalla ricca biodiversità ma fortemente esposta a pressioni antropiche e ai cambiamenti climatici, si configura come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, dove si sperimentano e mettono in pratica metodi scientifici per il recupero degli ecosistemi.
Durante l’incontro verranno presentati due casi di studio rappresentativi due approcci differenti ma complementari.
Il primo è quello del Collettivo Rewild Sicily, attivo dal 2022, con l’obiettivo di promuovere una Sicilia più verde e consapevole. Le sue attività principali riguardano la riforestazione e la creazione di agrosistemi, con l’intento di coinvolgere le comunità locali. Tramite il lavoro sul campo, il Collettivo affronta sfide ambientali cruciali come la prevenzione degli incendi boschivi, la lotta alla siccità e il contrasto alla frammentazione degli habitat, processo che altera la biodiversità suddividendo ecosistemi continui in frammenti più piccoli, isolando gli animali.
Il secondo arriva dalla Foundation pro Biodiversity, fondazione tedesca che nella Sicilia sud-orientale ha acquistato 480 ettari di terreno. Grazie a importanti investimenti, l’area è stata oggetto di un intervento di rinaturalizzazione che ha riportato in vita pantani e lagune, ecosistemi fondamentali per la sosta e la migrazione dell’avifauna lungo la rotta tra l’Africa e l’Europa. Un dato concreto testimonia l’efficacia dell’operazione: il recente ciclone Harry non ha causato danni significativi nella zona, grazie alla rinnovata capacità del sistema lagunare di assorbire e regimentare naturalmente le acque.
L’evento rappresenta un’occasione di dialogo e confronto tra esperienze che, pur nella diversità delle scale d’intervento e delle modalità operative, condividono l’obiettivo di restituire funzionalità ecologica ai territori, dimostrando che il restauro ambientale strategicamente efficace per la mitigazione dei rischi naturali.






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