Da oggi disponibile il nuovo progetto discografico di Mannarino, “Primo Amore”. Il nuovo album segna una nuova fase del suo percorso artistico e conferma l’artista tra le voci più incisive del panorama italiano contemporaneo, interprete di un cantautorato popolare e non convenzionale.

Mannarino sarà in estate in tour e tornerà in Sicilia il 5 settembre a Catania (Villa Bellini). L’unica data siciliana è inserita nel Wave Summer Music, il Festival itinerante promosso da Giuseppe Rapisarda Management e fa parte del cartellone del Catania Summer Fest del Comune di Catania. I biglietti sono disponibili online su Ticketone e nelle prevendite abituali.



Primo Amore è un mondo sonoro in cui c’è un uomo sospeso tra cielo e terra, vita e morte, luce e oscurità. Il disco nasce da una profonda ricerca di senso e si sviluppa attorno a una domanda essenziale: chi siamo davvero? Il titolo Primo Amore rimanda al momento in cui qualcosa nasce e, allo stesso tempo, muore per sempre. È lì che tutto diventa eterno. Il disco prende forma come un viaggio circolare, una traiettoria emotiva che inizia e si conclude da dove era iniziato. Dopo un’apertura più luminosa e impulsiva, il racconto si addentra progressivamente in una dimensione più interiore e immersiva. Anche nella scrittura, Mannarino sceglie di sottrarre piuttosto che aggiungere, cercando parole necessarie, capaci di restituire senso più che costruzione. Da questo smarrimento prende vita un lavoro attraversato dalla consapevolezza del dolore, ma sostenuto da energia, movimento e ritmo, vissuti come atto di celebrazione della vita.


Da qui nasce l’anima del disco: un continuo oscillare tra opposti che convivono e si rincorrono. Bene e male, vita e morte, essere e non essere, contrazione ed espansione. Primo Amore si muove dentro questa danza continua sospesa tra realtà e immaginazione, istinto e visione, in un equilibrio instabile in cui ogni brano  dialoga con l’altro. Le canzoni diventano così frammenti di un unico racconto emotivo e spirituale, attraversato da immagini quotidiane, slanci visionari e tensioni profondamente umane. C’è molto di Mannarino dentro questo album: nelle domande che pone, nelle contraddizioni che accetta, nella ricerca di una forma di verità che non sia una risposta definitiva, ma l’attraversamento delle cose.

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