Confimprese Palermo rende noto cosa è successo stamattina al mercato dello Zen. I vigili urbani si sono recati tra le bancarelle degli ambulanti (circa 75 quelli regolari su un centinaio di stalli) e hanno distribuito a ciascuno di loro delle lettere da parte del Suap. Nella notifica relativa al mancato svolgimento del mercatino il 7 maggio scorso, si legge a firma del dirigente del Suap: “Lo scrivente ufficio (il Suap) tramite gli organi di stampa è venuto a conoscenza che il giorno 7 maggio 2026 non si è svolto il mercatino rionale denominato “Pallavicino Zen”. Tenuto conto che dalle motivazioni descritte dagli organi di stampa non rientrano i motivi che permettono tale inadempimento da regolamento, si chiede di motivare adeguatamente il mancato svolgimento delle attività commerciali all’interno del mercatino in questione. Si rimane in attesa di urgente riscontro”.


Di conseguenza, il presidente di Confimprese Palermo Giovanni Felice ha scritto al sindaco Roberto Lagalla, al prefetto di Palermo Massimo Mariani ed al Questore Vito Calvino per chiedere lumi sulla vicenda e un confronto urgente.

 “A seguito dei fatti verificatisi nella giornata di giovedì 7 maggio – scrive Felice – abbiamo inviato la nota prot. n. 31/2026 avente ad oggetto “Mercato dello Zen e condizioni di precarietà del sistema dei mercati rionali cittadini”, con la quale si è cercato di rappresentare il quadro generale di difficoltà e precarietà che interessa da tempo il sistema dei mercati cittadini, proponendo al contempo alcune possibili misure operative finalizzate al rilancio del mercato dello Zen e al rafforzamento della presenza istituzionale all’interno dei mercati pubblici.

In tale contesto, desta forte preoccupazione l’iniziativa assunta dall’amministrazione comunale di richiedere giustificazioni agli operatori concessionari per il mancato svolgimento del mercato del 7 maggio”.


E continua: “Pur comprendendo l’esigenza di attivare gli ordinari passaggi amministrativi conseguenti al mancato svolgimento del mercato, riteniamo che il quadro emerso nelle ultime settimane richieda una valutazione ben più ampia rispetto al solo profilo formale o regolamentare.

Il rischio concreto è infatti quello di affrontare una vicenda caratterizzata da evidenti criticità legate alla pressione ambientale, al controllo del territorio e alla sicurezza degli operatori esclusivamente attraverso atti rivolti ai concessionari, finendo inevitabilmente per trasferire sugli stessi il peso di una situazione che presenta caratteristiche molto più complesse.

Appare inoltre opportuno ricordare che l’attuale regolamento comunale richiama anche le responsabilità dell’amministrazione rispetto al regolare funzionamento dei mercati cittadini.


I mercati rionali convivono da anni con problemi strutturali, episodi ricorrenti di microcriminalità, abusivismo, carenze organizzative e condizioni operative spesso difficili. In questo quadro, quanto avvenuto allo Zen non può essere considerato un semplice episodio amministrativo o disciplinare.

Per tali ragioni – conclude Felice – riteniamo riduttivo e potenzialmente controproducente affrontare il tema limitandosi alla richiesta di giustificazioni nei confronti degli operatori, senza che parallelamente vengano attivate misure concrete di tutela, sostegno e rilancio dei mercati cittadini.

Ribadiamo pertanto la necessità di un confronto urgente finalizzato ad individuare interventi immediati per il mercato dello Zen e, più in generale, strategie operative dedicate al sistema dei mercati rionali cittadini”.

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